©Succession Matisse

«Nonostante le imperfezioni, il mio capolavoro». Così Henri Matisse parlava della Chapelle du Rosaire di Vence, in Provenza, l’opera alla quale l’artista francese dedicò gli ultimi, fertilissimi, anni di lavoro, dal 1948 al 1952. A quasi sessant’anni di distanza, i Musei Vaticani celebrano il maestro francese inaugurando la Sala Matisse, una sala interamente dedicata ai bozzetti preparatori della Chapelle. Collocata all’interno del percorso espositivo della Collezione d’Arte Contemporanea, la sala ospita il preziosissimo nucleo di opere di Matisse, entrato nelle Collezioni Vaticane nel 1980 grazie alla donazione del figlio dell’artista, Pierre Matisse. Un insieme unico al mondo, una delle maggiori collezioni dell’artista francese in tutta Europa, assolutamente unica in Italia. Mai presentato al pubblico prima d’ora nella sua globalità, è costituito dal cartone preparatorio a grandezza naturale per la ceramica del presbiterio raffigurante La Vierge à l’Enfant e dai papiers découpés, sempre in scala 1:1, per le tre splendide vetrate policrome dell’abside, del coro e della navata; a queste opere monumentali si affianca una fusione in bronzo del Crucifix per l’altare, donato dalle Suore Domenicane di Vence nel 1973, in occasione dell’apertura della Collezione d’Arte Religiosa Moderna voluta da Papa Paolo VI. Presto saranno esposte anche la prima tessitura delle cinque casule colorate, sempre disegnate da Matisse, e la piccola maquette dell’alta Flèche che corona la Cappella.