Fondazione Ferrero: ad Alba i grandi di Dadaismo e Surrealismo

Il trittico di Salvador Dalì Landscape with a Girl Skipping Rope  (1936) - © Salvador Dalí, Fundacio Gala Salvador Dalí, by SIAE 2018

La Fondazione Ferrero di Alba allestisce ogni due anni una grande mostra, aprendo a tutti l’ampio spazio espositivo dirimpetto alla celebre azienda dolciaria solitamente – in una prospettiva di welfare aziendale che ha pochi eguali in Italia – frequentato dai dipendenti. Come sempre, la proposta merita attenzione: fino al 25 febbraio Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen  presenta alcuni tesori in prestito da quello scrigno di raffinatezze che è il museo di Rotterdam. In una decina di sezioni s’inseguono opere di notevole impatto come quelle firmate da Man Ray, Magritte, Dalí, De Chirico. Ad Alba arrivano sì dipinti suggestivi, ma anche libri, poesie, riviste, spezzoni di film, frammenti di musica lettere e manifesti, fotografie per raccontare un’epoca in cui i non-sense del Dadaismo si alternavano, spesso facendo a botte, con le trasognanti atmosfere, sospese tra sonno e veglia, del Surrealismo.

La maison de verre-René Magritte

La maison de verre (1939) © René Magritte by SIAE 2018

Siamo a cavallo tra gli anni ‘30 e ‘40: Picasso e Duchamp si divertono a disegnare le copertine ironiche della rivista Minotaure , Dalì viene ingaggiato dal maestro del giallo Alfred Hitchcock e persino da Walt Disney per realizzare alcune scenografie dei loro film. L’arte reagisce come può a un mondo che diventa, con la II Guerra Mondiale ormai alle porte, sempre più buio e difficile da sopportare.

Salvador Dalí Couple aux têtes pleines de nuages

Couple aux têtes pleines de nuages (1936) © Salvador Dalí, Fundacio Gala Salvador Dalí, by SIAE 2018

L’allestimento della mostra richiama questa sensazione di incertezza: curata con competenza da Marco Vallora, l’esposizione comincia, infatti, attraversando un tunnel. È una sorta di treno-fantasma che corre dentro il nostro inconscio, giù fino ai ricordi infantili delle giostre dei luna park, e ci porta davanti a lavori che spiazzano e sorprendono. Gli improbabili accostamenti di Man Ray, i manichini inquietanti di De Chirico, le atmosfere beffarde di Mirò: ogni cosa sembra l’esatto opposto di quanto ci aspetteremmo da un quadro museale. Sono opere che non aspirano a farsi ammirare, ma vogliono inquietare, prendere in giro il pubblico, lasciarlo interdetto: accade dinnanzi le celebri valigie in cui Duchamp dice di aver racchiuso la sua pittura, così come dirimpetto agli oggetti di Man Ray. I dadaisti azzerano l’arte quasi fosse nulla di importante per le nostre vite, i surrealisti reagiscono: meglio scappare e rifugiarsi nel mondo onirico, per ritrarne le atmosfere libere e leggere. Sicuri? La notte è anche territorio infido di incubi a occhi aperti, come ci insegna Salvadòr Dalì. Si esce dal tunnel espositivo piacevolmente frastornati, come dopo una nottata (un po’ troppo) popolata da sogni…