A proposito di niente: Woody Allen si racconta

Woody Allen (© Getty Images)

Da molti osannato come un genio, da altri criticato per alcune vicende della sua vita privata che hanno a lungo tenuto banco sui giornali, Woody Allen è di certo una delle figure più brillanti del mondo dello spettacolo. A proposito di niente , edito in Italia da La nave di Teseo, è la storia completa della sua vita, personale e professionale, attraverso il suo impegno nel cinema, a teatro, in televisione, nei nightclub e nella stampa.

Con lo stile ironico e irriverente che da sempre lo contraddistingue, Allen racconta anche del suo rapporto con la famiglia, gli amici e i diversi amori della sua vita. Così queste pagine si trasformano in un viaggio profondo e divertente nella sua vita originalissima, a tratti surreale. Che lo amiate o meno, si rivela senz’altro un’avventura coinvolgente.

La citazione
«Finalmente faccio il mio ingresso nel mondo. Un mondo in cui non mi sarei mai sentito a mio agio, che non avrei mai capito, che non avrei mai accettato o perdonato. Alla Stewart Konigsberg, nato il 1° dicembre 1935. A dire il vero nacqui il 30 novembre, quando era quasi mezzanotte, e i miei genitori spostarono la data, in modo che potessi cominciare dal primo giorno del mese. Non ne ho ricavato alcun vantaggio, e avrei preferito che mi avessero lasciato di che vivere di rendita. Se ne parlo è solo perché, in una di quelle ironie della sorte prive di qualunque significato, otto anni dopo mia sorella nacque nello stesso giorno. (…) Mia madre (…) rischiò di lasciarci le penne. Per qualche settimana fu più di là che di qua, ma, a suo dire, le flebo fecero miracoli. Per fortuna. Se mi avesse tirato su solo mio padre, a quest’ora avrei una fedina penale lunga come la Torah. Invece, con due genitori amorevoli, sono venuto su sorprendentemente nevrotico. Non chiedetemi il perché».