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L’ industria della bellezza è per sua natura dinamica e in continua evoluzione: spinta dalla passione verso prodotti sempre più performanti e dall’innovazione di tecnologie avanzate per risultati sempre più vicini a quelli professionali: sì, perché l’obiettivo delle novità viste al Cosmoprof a Bologna, soprattutto per quanto riguarda il mercato maschile - l’uomo tra i 30 e i 50 anni dedica sempre meno tempo a sport, cinema e aperitivi con gli amici, per dedicarne di più all’alimentazione e alla cura del proprio corpo - è proprio quello di riuscire a ottenere, grazie ai cosmetici di ultima generazione, tutti i benefici che si avrebbero in un vero e proprio centro benessere.

Narcisi e consapevoli
Gli uomini, negli ultimi anni si stanno avvicinando al mondo della profumeria con un atteggiamento sempre più maturo, critico e consapevole, anche se talvolta, fare un giro, magari con fidanzate o mogli in profumeria non è ancora equivalente a fare un salto al bar per un aperitivo con gli amici. In ogni caso, l’universo maschile non si vergogna più di entrare nel tempio della femminilità e inoltre, lo fa non solo per l’acquisto di prodotti basici di pulizia e igiene, ma per una scelta più articolata, per esigenze specifiche, fino a non molto tempo fa, inespresse o inesprimibili.
L’uomo che si guarda allo specchio però deve assumersi anche alcuni rischi: con le prime rughe compaiono infatti le prime paure, aumenta l’ansia di non saper controllare l’avanzare del tempo e, se la paura si trasforma in consapevolezza, aumenta di conseguenza il consumo di prodotti specifici. Da una ricerca realizzata da 2B Research and Analysis, Gfk - Eurisko per Biotherm Homme-L’Oreal l’uomo azzarda l’acquisto del primo anti-age o di una crema idratante per il viso o per il corpo, certo ormai che l’idratazione sia il primo passo per prevenire l’invecchiamento. E se nel 2002 era “solo” il 58% degli intervistati a pensarla in questo modo, ora la percentuale è molto più vicina all’80%, a conferma del fatto che il processo di alfabetizzazione della cura di sé verso il sesso forte sta dando i suoi frutti. E poiché una ciliegia tira l’altra, oltre all’idratare, si scopre che è importante anche tonificare (31%) e usare prodotti anti-fatica (27%) o intraprendere vere e proprie strategie mirate a rallentare l’invecchiamento cutaneo (23%). Pur nelle diverse sfumature percentuali e comportamentali, gli uomini intervistati non sembrano essere ossessionati dal corpo, sono piuttosto uomini normali per i quali trattarsi bene anche dal punto di vista fisico ed estetico è diventato normale, non si tratta quindi di uno show off ma di una ricerca di wellness globale, alla quale non ha più senso rinunciare.

Approcci diversi
Dalla stessa ricerca è emerso inoltre che, per la maggior parte degli uomini intervistati, la cura di sé è vissuta come ricerca di un benessere che coinvolge e integra le istanze della mente e del corpo. A seconda dell’esperienza e della sensibilità del singolo, il progetto viene perseguito con modalità diverse e proprio in questo senso si possono identificare tre tipici e diversi atteggiamenti, e cioè quello del dandy, del perfezionista e infine quello del filosofo. Ma vediamo nello specifico su cosa si basano queste tre differenti categorie. Coincide con la tipologia del dandy il 33% degli intervistati, i quali mostrano una propensione a costruire la propria identità attraverso la dedizione alle proprie passioni, letture, musica e sport utili ad allentare le tensioni fisiche e mentali. Esiste poi il perfezionista: per 25% degli intervistati infatti, l’essere auto-centrati è la conditio sine qua non per il raggiungimento dell’armonia. Di conseguenza questo tipo di uomo, fiducioso in se stesso e nella propria forza, risulta costantemente impegnato a costruire la propria immagine e identità.
Infine, il 43% degli intervistati rientra nel profilo dell’uomo-filosofo, quello per cui l’auto-ascolto e la concentrazione sono le strade per allontanarsi dalla grigia realtà. L’armonia si raggiunge concedendosi spazi intimi di “altro”: il dolce far niente, l’isolarsi, il cambiare contesto.
Gli atteggiamenti esistenziali delle tre tipologie di uomini sopra descritti si traducono poi in diverse modalità concrete di prendersi cura di sé. Per il “dandy” la cura del viso e del corpo è auto-rappresentativa, significa la capacità di manipolare la propria immagine e la possibilità di controllare l’idea che gli altri hanno di lui. Il dandy, perciò, scegliendo prodotti ad alto valore estetico e ostentativo, sceglie simboli del proprio stile di vita. Per colui che abbiamo definito bonariamente “perfezionista” la cura di sé è invece essenzialmente migliorativa. Consapevoli dei difetti ma anche delle possibilità, si impegnano a valorizzare la propria immagine sia in termini individuali sia sociali. I perfezionisti cercano perciò prodotti efficaci in grado di apportare risultati concreti e visibili. Infine, per il filosofo il gesto di cura rappresenta un appagamento personale ed estremamente soggettivo del senso del corpo. Sono le emozioni e le sensazioni di benessere a essere ricercate, non tanto i risultati. Il prodotto viene scelto non per sé, ma per il piacere del suo utilizzo.