L’avventura del Gruppo Sasch si avvia verso il capolinea. Dichiarate fallite la maggior parte delle società del gruppo. Il Tribunale di Prato ha accolto la domanda di revoca del concordato preventivo (disposto dalla stesso tribunale il 23 febbraio scorso) e, contestualmente, l’istanza di fallimento in proprio presentata dalla holding per alcune delle sue aziende. Le società del Gruppo Sasch per cui è stato dichiarato il fallimento sono dieci (su diciassette totali), tutte appartenenti all’area commerciale: Aero studios srl, Viale veneto srl, Corsitalia srl, Australia srl, Primo srl, Sator srl, Gerarld srl, Sasch srl, Fin con srl, Viale Libia. Il Tribunale di Prato ha anche nominato due curatori fallimentari: i commercialisti Evaristo Ricci e Leonardo Castoldi.

Il patron del gruppo, nonché sindaco di Prato, Roberto Cenni, già un anno fa lamentava la crisi dell’azienda e la necessità di un intervento esterno per il suo salvataggio. Intervento che, nonostante le trattative avviate, non è mai arrivato. «Nel prioritario interesse delle aziende del gruppo e della massa dei creditori, la richiesta – spiega uno degli avvocati del gruppo Gianni Baldini – si è resa necessaria dopo che il Gruppo di imprenditori romani facenti capo a Istituto Medio termine Investimenti non ha dato seguito alla proposta di acquisto del gruppo Sasch formulata lo scorso aprile».