Ammontano a oltre 160 i milioni di euro di debiti che il gruppo Sasch ha con le banche. Il patron del gruppo e sindaco di Prato, Roberto Cenni, ha annunciato che: “la famiglia da sola non ce la fa”, la chiusura del gruppo, che in totale conta quasi 400 dipendenti, non è scontata, “c'è la speranza che intervengano capitali a salvare posti di lavoro, aziende e brand a cominciare da quello di Sasch”.
Il piano dell’azienda che ha sede a Capalle, in provincia di Firenze, è più o meno questo: la creazione di una “newco”, una nuova società, che rilevi 22 negozi – per un totale di 115 addetti – e una piccola parte dei dipendenti della sede centrale. Dei oltre 70 dipendenti a Capalle passerebbero alla nuova azienda solo 13, per gli altri cassa integrazione e poi in mobilità nell’attesa di un concordato o del fallimento. C’è poi da affrontare il problema delle società controllate Gommatex e della Trt.
“Il gruppo Sasch ha potenzialità che sarebbe un peccato mandare a monte: occorre invece far sì che l’impatto sia il meno traumatico possibile. Come sindaco – ha dichiarato Cenni – mi aggiungo al coro che auspica l’approdo a soluzioni finalizzate alla continuazione dell’attività al fine di non disperdere il patrimonio di occupazione, di internazionalizzazione, di avviamento che l’azienda rappresenta”.