Pirelli Pzero

Pirelli Pzero

Non sembrava ci fosse stata una crisi. La 77ma edizione di Pitti Uomo è stata il contrario di ciò che ci si sarebbe potuti aspettare. Un turbinio di nuove proposte, nuovi materiali e un inesorabile ritorno alle linee mai dimenticate degli anni ’80. L’uomo ha polverizzato nel giro di un paio di stagioni le proprie rigidezze, i propri canoni prestabiliti, per tuffarsi in un mondo dove l’immagine è tutto ma lo stile lo si definisce giorno per giorno scegliendo di indossare un completo gessato abbinato a un paio di sneaker oppure di accostare cardigan e piumino ad accessori eleganti e raffinati dal sapore e dalla classe unici. Altro che crisi! La fantasia, piuttosto, è stata la cifra del Pitti che ha sdoganato passaggi repentini dal look raffinato di Great Gatsby a quello più decisamente shabby di alcuni calciatori, senza troppe crisi d’identità: ognuno è libero di interpretare la moda secondo il proprio gusto personale perché ormai tutto ciò che si indossa è fashion. Ma bisogna guardare indietro per andare avanti perché sono gli anni d’oro a parlare: è indiscutibile il richiamo costante agli anni ’80, al classicismo algido che stona con il dandismo degli anni appena trascorsi. Si va sempre più verso sedute di shopping selettivo durante le quali si acquistano spesso capi evergreen che si possono portare per diverse stagioni. Ecco quindi che l’uomo del prossimo autunno-inverno sarà un uomo cui piace vestire casual anche per gli impegni più formali: non esiste più il completo classico, se non per i gessati indossati in occasioni del tutto eccezionali, ma si opta sempre più per abiti spezzati dove le giacche sono sfoderate e destrutturate per garantire comfort e freschezza al look che prevede anche il giocoso ritorno del cardigan in filati ultraleggeri e impalpabili e portato il più delle volte al posto della giacca stessa – una bella novità che viene trattata alla stregua di un vero e proprio capo sartoriale. Con una moda molto più “facile” si trasformano pian piano anche gli altri capi d’abbigliamento che si scelgono sempre più decostruiti: i pantaloni si fanno più disinvolti, come ad esempio i chinos, vero must have della prossima stagione, insieme a camicie in cotone o seta ad impatto ambientale zero – perché il green fashion è sempre e comunque di moda - a piumini e giacconi, valide alternative al vecchio paltò cui è stata decretata la fine nel 2010, e alle tanto amate sneaker da indossare davvero tutti i giorni e non solo il venerdì. In un panorama cromaticamente ovattato, fatto soprattutto di grigio in tutte le sue sfumature e di qualche sprazzo di colore legato alla terra come il marrone o i toni del sottobosco, spiccano nelle collezioni le punte di luce ed eccentricità delle nuance cangianti tipiche degli anni ’80. Ma se la tendenza in fatto di look, per la prossima stagione, è quella di un ritorno alla semplicità, pur sempre nella sua ricercatezza e accuratezza, l’esplorazione di nuovi materiali è portata all’esasperazione attraverso tecnologie talvolta degne dello sbarco sulla Luna!

PITTI UOMO
I buyer: chi compra e ciò che compreranno
Ancora una volta Pitti Uomo si riconferma piattaforma creativa d’eccezione. La kermesse fiorentina, il più importante salone dedicato all’abbigliamento maschile, mette sempre in luce la sua capacità di rilevare i best trend e i must have che detteranno poi stile non solo in passerella. È quindi interessante sapere, da parte di chi realmente sceglie per noi gli abiti che indosseremo, su cosa puntare e su quali nuovi stilisti fare affidamento.

Agnetti (Macerata)
Andrea Agnetti, titolare
Quali sono i best trend del prossimo autunno-inverno?
«Per la prossima stagione autunno inverno 2010-2011 si assisterà a un incremento di pantaloni dai materiali pesanti anche se le linee continuano a rimanere pulite ed eleganti. I colori sono quelli classici del beige e del blu in tutte le sue sfumature».

Tre capi cui non si potrà proprio rinunciare…
«Direi che non si potrà proprio fare a meno dei classici chinos, dei cardigan in maglia e della giacca a doppiopetto».

Nelle vostre scelte è sempre la griffe ad avere la meglio oppure si punta anche su giovani stilisti e brand sconosciuti?
«Io non parlerei di giovani talenti o di storiche griffe, ma solo di qualità: è ciò che cerchiamo ora noi e che desiderano i nostri clienti. In questo cerchiamo di accontentarli»

Cortecci (Siena)
Carlo Cortecci, titolare
Quali sono i best trend del prossimo autunno-inverno?
«È emerso un filone abbastanza chiaro: un ritorno al pantalone più sportivo, in tessuti più consistenti e dall’idea un po’ vintage come il fustagno; inoltre non si può discutere il check, sia sulle camicie sia sui pantaloni e per qualcuno da osare anche sulle giacche per una tendenza country e un po’ anni ’70. Si va verso una quasi totale scomparsa del denim, mentre la fa da padrone la maglieria, soprattutto quella pesante e lavorata. Infine per i capispalla sono ancora le piume le protagoniste».

Tre capi cui non si potrà proprio rinunciare…
«Una maglia pesante, magari fatta a mano, una camicia check e il pantalone in fustagno o in lana pesante»

Nelle vostre scelte è sempre la griffe ad avere la meglio oppure si punta anche su giovani stilisti e brand sconosciuti?
«Noi abbiamo due negozi, uno impostato sul prodotto e uno invece su brand e stilisti. Sarebbe necessaria una giusta via di mezzo tra le due cose anche se è più facile “giocare” con l’abbigliamento da donna, perché per l’uomo c’è sicuramente meno spazio di manovra»

Gigi Tropea (Catania)
Gigi Tropea, titolare
Quali sono i best trend del prossimo autunno-inverno?
«Il parka e l’eskimo si venderanno certamente tantissimo, così come il chino, il pantalone di cotone stretto alle caviglie da portare magari con dei risvolti o con la fodera parlante. In ogni caso c’è un netto ritorno agli anni ’70, ai tempi in cui si era davvero poveri ma si prospettavano anni di crescita, ai colori di quei tempi come i marroni, i verdi, i beige o gli azzurri e i rossi. Personalmente credo che gli stilisti ormai non abbiano più nulla da inventare».

Tre capi cui non si potrà proprio rinunciare…
«Non si rinuncia ai cardigan in maglia grossa di lana, ai pantaloni chino e all’eskimo»

Nelle vostre scelte è sempre la griffe ad avere la meglio oppure si punta anche su giovani stilisti e brand sconosciuti?
«In questo momento siamo fermi su aziende con cui lavoriamo da anni anche se siamo sempre alla ricerca di novità perché è quello che rende il nostro lavoro interessante»

Pozzi Lei (Treviglio-Monza)
Guido Pozzi e Marco Avanzi, buyer
Quali sono i best trend del prossimo autunno-inverno?
«Noi faremo acquisti nella direzione dello stile giapponese che cavalchiamo ormai già da un paio di stagioni: non si parla di puro stile giapponese ma di contaminazioni orientali dove la lana, il tweed e lo scozzese lavati la fanno da padrone. E con questo ne deriva un modo di vestire fatto a strati tipico di quella cultura e che stiamo cercando di proporre alla nostra clientela. Per ciò che invece si è visto al Pitti, non si può poi restare indifferenti al mood della maglia grossa e del cardigan in lana»

Tre capi cui non si potrà proprio rinunciare…
«Certamente la giacca di maglia di diversi pesi, dalla più fine a quella più grossa, non più piumini, ma giubbotti in tessuto come il peacot e infine i boot ma in modo particolare l’anfibio»

Nelle vostre scelte è sempre la griffe ad avere la meglio oppure si punta anche su giovani stilisti e brand sconosciuti?
«È un momento di passaggio dove non possono mancare i classici nomi della moda del passato che vogliamo comunque mantenere in negozio, ma la nostra idea è quella di proporre sempre più stilisti sconosciuti e premiare così l’unicità dei pezzi»