Baselworld è la più importante manifestazione internazionale dell’orologeria e della gioielleria, quella che meglio di ogni altra dà il polso sullo stato di salute del settore. Nell’appuntamento di quest'anno, sono stati 150 mila i partecipanti da tutto il mondo, 1.500 gli espositori da 40 Paesi – dalle prestigiose manifatture elvetiche alle industrie asiatiche di orologeria al quarzo, dai commercianti di diamanti ai venditori di perle e pietre preziose, fino a tutto il comparto di macchinari e fornitori vari – 140 mila i metri quadrati occupati dagli stand e, come se non bastasse, 4 mila i giornalisti accreditati che hanno invaso l’esposizione.

Quali segnali ne hanno ricavato? Di una certa preoccupazione perché l’Asia – e soprattutto Hong Kong, il suo snodo commerciale che muove gran parte del fatturato mondiale del settore – dall’inizio del 2016 ha registrato dati da “freddo siberiano”, con -30% negli acquisti. Se questo trend preoccupa le case madri, e di riflesso le loro filiali nazionali, a maggior ragione dormono sonni agitati i concessionari multimarca italiani. O almeno quelli che fino a oggi hanno sviluppato gran parte del loro giro d’affari verso clienti – più o meno finali – orientali.

LE SORPRESE
A livello di prodotto, le novità viste a Basilea, come d’altronde quelle esposte a gennaio al Sihh di Ginevra, l’altra grande kermesse orologiera che si tiene sotto l’egida del Gruppo Richemont, sono state tutte all’insegna di pochi voli pindarici e tanta pragmatica concretezza.
L’esempio chiarificatore arriva dal colosso Tag Heuer – uno dei più grandi produttori mondiali di orologi meccanici e nella galassia Lvmh – che ha presentato un segnatempo a suo modo epocale: il Carrera Heuer-02T, un cronografo automatico (con 65 ore di riserva di carica e impermeabilità garantita fino a 100 metri di profondità subacquea), certificato dal Cosc con tourbillon volante realizzato a mano da quattro orologiai (come anche il montaggio, l’assemblaggio e la regolazione), con parte centrale in titanio e parte superiore in carbonio. Perché epocale? Perché un tourbillon di una grande maison svizzera venduto al prezzo di listino ultracompetitivo di 14.950 euro, rappresenta un punto di non ritorno per l’intero settore. Altrettanto destabilizzante come prezzo (19.950 euro) è la versione in edizione limitata a 250 esemplari numerati, denominata Black Phantom. E davvero mai come in questo caso il claim pubblicitario di Tag Heuer #dontcrackunderpressure si rivela azzeccato.
Tempi, quindi, all’insegna del pragmatismo. Bell & Ross, per esempio, cambia poco (e bene) nella versione “sahariana” del BR 03 Desert Type, iconico modello della casa parigina, con dimensioni della cassa che scendono a 42 mm di diametro. Il movimento è un robusto automatico che indica con chiarezza su un quadrante beige le funzioni di ore, minuti, secondi e data; con numeri, indici e lancette delle ore e dei minuti ricoperti di Superluminova per la visione notturna. L’impermeabilità arriva a 100 metri. La cassa è in ceramica nera opaca mentre il cinturino è in caucciù beige e tela sintetica ultra-resistente nera, con la fibbia ad ardiglione in acciaio e trattamento Pvd.

CLICCA SUGLI OROLOGI PER LE SCHEDE PRODOTTO

GRANDI PARTNERSHIP
Come per tutta la collezione Breitling for Bentley, anche il nuovo B05 Unitime ha dimensioni extra-large per un diametro che tocca i 49 mm su una “cattivissima” cassa in acciaio nero satinato, ottenuta mediante un trattamento ad alta resistenza a base di carbonio. Il quadrante nero in rilievo è arricchito da un mappamondo e il cinturino ha l’interno in caucciù e l’esterno in pelle opaca di coccodrillo. Questo cronografo con ora universale non ha solo un design potente, ma anche un movimento di manifattura con riserva di carica di 70 ore, il cui meccanismo si avvale di due brevetti esclusivi. Quando l’utente cambia fuso orario deve solo ruotare la corona avanti o indietro, a scatti di un’ora, per correggere con un unico gesto tutte le indicazioni, mentre la data si sposta automaticamente sull’ora locale, con due ulteriori comodità: il disco delle 24 ore possiede un indicatore giorno/notte con un segmento bianco e l’altro nero, mentre il disco delle 24 città contiene l’indicazione dell’eventuale ora legale. E in onore di Bentley, la massa oscillante per la ricarica automatica, visibile attraverso il fondello trasparente, ha la forma di un cerchione d’auto. Il B05 Unitime è impermeabile fino a 100 metri.
Bulgari amplia la pregevole linea Octo con l’Ultranero Velocissimo Chronograph e grazie alle sinergie del gruppo (Lvmh) lo dota del celeberrimo calibro El Primero della “cugina” Zenith, probabilmente il cronografo automatico con ruota a colonna più famoso, qui nell’allestimento delle 36 mila alternanze/ora in grado di catturare lo scorrere del tempo al decimo di secondo, decorato con perlage, Côtes de Genève e anglage. La riserva di carica è di 50 ore e l’impermeabilità raggiunge i 100 metri. Ipnotico il quadrante lucido laccato nero con indici applicati a mano e placcati in oro rosa. Invece il cinturino, integrato, è in caucciù e la fibbia ad ardiglione è in acciaio con trattamento DLC nero.
Il marchio Candino – grazie alla forza del gruppo spagnolo Festina, 5 milioni di orologi venduti all’anno (quasi tutti al quarzo) – è in grado di proporre in diverse configurazioni di quadrante, al prezzo di 379 euro, un orologio con movimento automatico svizzero, vetro zaffiro e impermeabilità garantita fino a 100 metri.

CHI OSA DI PIÙ
Agli antipodi troviamo Chopard, che con il L.U.C XPS 1860 (anno della fondazione della manifattura) rappresenta il meglio dell’alta gamma meccanica con un cronometro certificato dal Cosc e insignito del Punzone di Ginevra. Il quadrante in oro è lavorato guilloché ed è realizzato a mano, la cassa ultrapiatta è spessa solo 7,2 mm: un dato eccellente per un movimento automatico con datario, reso possibile anche per l’utilizzo di un microrotore per la ricarica che arriva a 65 ore di autonomia. Esclusivo nel prezzo e nell’edizione limitata in 100 esemplari.
Anche in Sassonia sono abituati a produrre orologi con eccellente savoir-faire e il Senator Chronometer di Glashütte Original, con movimento manuale, data panoramica a ore 3 e indicatore “giorno-notte” nella finestrella rotonda sopra il centro del quadrante, ne è l’ennesimo esempio. La linea di punta della manifattura propone il quadrante blu scuro (presente da vent’anni in altri modelli della casa) e nel design si ispira ai famosi cronometri da marina dell’Ottocento. Curiosamente, nel caso di Glashütte Original, l’ente certificatore non è il Cosc dei più prestigiosi segnatempo svizzeri, bensì il Servizio di taratura tedesco. Un ulteriore dettaglio di alta gamma è rappresentato dall’arresto dei secondi: quando si estrae la corona, l’indicazione dell’ora si ferma e la lancetta dei secondi torna a zero e lì si ferma; contemporaneamente la lancetta dei minuti salta all’indice dei minuti più vicino. Quando si ruota la corona per regolare l’ora, la lancetta dei minuti salta sempre sull’indice successivo, garantendo il mantenimento di una corretta sincronia tra la lancetta di minuti e secondi.
Un sublime esempio di tourbillon scheletrato è quello presentato da Ulysse Nardin con il Royal Python Skeleton Tourbillon, prodotto in soli 18 esemplari, che nonostante un calibro ridotto all’essenziale arriva a garantire una riserva di carica di addirittura 170 ore. Ovviamente il movimento è di manifattura e la ruota dello scappamento e la spirale sono in silicio (ricordiamo che è stata proprio Ulysse Nardin ad adottare per prima questo materiale). E va inoltre rimarcato almeno il dettaglio dei ponti dipinti a mano con motivo “pitone reale”. L’impermeabilità è garantita fino alla profondità di 30 metri.

BASTA FOLLIE
A parte l’eccezionalità del rapporto qualità-prezzo espressa dal crono-tourbillon “made in Tag Heuer”, qual è il fil rouge che lega tutte queste novità? Al di l dei percorsi coerenti delle rispettive case produttrici, in un mercato interno meno “dopato” da vendite parallele verso l’Asia, si innescano dinamiche differenti anche nei punti vendita: marginalità più basse, giacenze in magazzino più lunghe, un’inevitabile contrazione dei marchi e la politica dei brand più commerciali di effettuare meno consegne, nelle concessionarie produrranno inevitabilmente scontistiche più basse. In sostanza, nel 2016 si torna alle origini, con il cliente finale (quello che non rivende l’orologio, ma se lo allaccia al polso) tornato con prepotenza al centro dell’attenzione.