Quella di annullare la gravità è stata e continua a essere una delle chimere, divenute poi conquiste, che hanno affascinato l’essere umano dalla notte dei tempi. Dal mito di Icaro alle visionarie macchine di Leonardo da Vinci, fino alla figura a metà tra avventura e letteratura di Antoine de Saint Exupéry, la carica simbolica e innovativa del volo è stato l’impulso per lo sviluppo prima dell’aviazione, poi dei viaggi spaziali. E proprio a questi due mondi fanno riferimento i segnatempo che abbiamo scelto di raccontarvi.

Da un lato l’eredità di stile e precisione raccolta da Iwc Schaffhausen con il Big Pilot’s Heritage Watch 48 (la scheda prodotto), ispirato ai primi orologi da aviatore della maison messi a punto oltre 70 anni fa, quando il parametro più importante era consentire una lettura rapida e inequivocabile nelle precarie condizioni di visibilità dei piloti dell’epoca. Dall’altro l’audacia visionaria di Roger Dubuis, brand poco più che ventenne e fortemente radicato nella contemporaneità, con l’Excalibur Star of Infinity (la scheda prodotto), caratterizzato da un disegno a forma di stella le cui estremità sembrano allungarsi verso la vastità dello spazio, verso l’infinito, appunto. La luce dei corpi celesti, invece, è evocata dalla preziosità assoluta e dall’immacolato splendore che irradiano gli oltre 300 diamanti, distribuiti tra cassa e fibbia.