Mariano Di Vaio, 27 anni, è il fashion blogger italiano più seguito al mondo con il suo Mdvstyle.com. Recentemente ha lanciato una sua capsule collection di occhiali con Hally & Son

Un vero e proprio influencer per quanto riguarda la moda declinata al maschile: il suo account Instagram conta oltre 5,1 milioni di follower. Tanto per intenderci, basti pensare che in Rete colleziona più seguaci di celebri magazine del settore come GQ Usa (2,7 mln) e Maxim (503 mila). Stiamo parlando, naturalmente, del fashion blogger Mariano Di Vaio: classe 1989, di origini umbre, Di Vaio ha iniziato la sua carriera come modello per poi aprire, nel 2012, il blog Mdvstyle.com, che è diventato uno dei più letti in Italia e all’estero. Il suo autore, considerato un pionere nella ricerca dello stile, è una presenza fissa alle sfilate dei brand più celebri ed è stato anche il volto della campagna di un profumo di Roberto Cavalli insieme alla top model e attrice Elisa Sednaoui. Non solo: è pure imprenditore. Designer di una linea di gioielli e di una collezione di scarpe, l’esperto di moda per veri gentlemen moderni ha realizzato, di recente, una eyewear capsule collection, creata dalla storica azienda Avm 1959 per il brand Hally & Son. È lui, questa volta, ad aprire a Business People le ante del suo armadio e a condividere aneddoti e segreti su classe ed eleganza, tra passione per il vintage e mood contemporaneo.

In che cosa consiste lo stile per lei?
Dal mio punto di vista, è qualcosa di strettamente personale, perché nasce da una profonda conoscenza di sé e dal sentirsi a proprio agio con quello che si indossa. Il mio parla italiano: semplice, curato, ben bilanciato.

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PER ESSERE DAVVERO ELEGANTE,

un look deve possedere tre qualità:

ESSERE CURATO, SEMPLICE

e alla portata di tutti

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Che rapporto ha con le tendenze?
È un po’ un odi et amo: provo, nello stesso tempo, due sentimenti contrapposti. Siamo amici perché lo street style nasce per strada, ed è frutto di genio e creatività. Nemici quando la tendenza diventa fonte di omologazione e si trasforma nell’antagonista di se stesso: nata per stupire, spesso muore nel momento in cui non ha più un carattere, un’identità definita. Per questo è importante usare i trend per esprimersi, non per seguire gli altri: bisogna personalizzarli, mai banalizzarli.

Meglio la sobrietà o la provocazione?
La provocazione può contenere in sé elementi glam, ma se è esagerata e spinta a tutti i costi, è qualcosa di cui ci si annoia presto. La sobrietà possiede un’eleganza senza età, di cui è difficile stancarsi. Questo non significa rinunciare alla novità, ma creare un mix – equilibrato e irresistibile – tra le due istanze.

Tre aggettivi che associa al concetto di eleganza?
Curato, semplice, per tutti. Se non possiede queste qualità, un look non è abbastanza elegante.

È innata o si acquisisce?
Sono del parere che l’eleganza si possa acquisire, prendendo coscienza di ciò che si è: dei propri movimenti, dei propri atteggiamenti, del proprio aspetto. C’è chi la possiede in maniera innata, ed è molto fortunato, ma un’attenta analisi di se stessi può rendere elegante chiunque.

Un capo che non può mancare nel suo guardaroba?
I pezzi che devono essere sempre presenti sono tanti: dopotutto, sono i dettagli a fare la differenza. Tuttavia, per la stagione calda, una camicia di lino ci sarà sempre.

L’accessorio aiuta a distinguersi?
Assolutamente sì. Determina il look, dà qualcosa in più. Anche qui, non bisogna esagerare, ma ricordarsi di bilanciare lo stile senza eccedere. Un’immagine pulita vince sempre.

La scarpa che non toglierebbe mai?
Rigorosamente italiana. Sempre e comunque di classe, in materiali confortevoli: la pelle è l’ideale per conciliare questi due aspetti.

Il colore preferito?
Blu scuro. È una garanzia: il perfetto intermezzo tra il colore e lo charme.

I materiali e i suoi tessuti prediletti?
Adoro il lino perché leggero e perché è adatto a qualsiasi situazione e contesto, più o meno formale. Si adatta a diversi outfit, dal completo elegante alla camicia boho chic.

C’è un capo o un accessorio che le piace indossato da altri, ma che non riesce a portare?
In realtà io ho una linea di pensiero e di conseguenza una strategia: credo che tutto sia per tutti. Mi spiego: con un pizzico di forza di volontà se ci si abitua – magari non in occasioni pubbliche, ma a casa da soli – a indossare determinati pezzi con i quali non ci sentiamo a nostro agio, ma che troviamo gradevoli se sfoggiati da altri, con il tempo possiamo acquisire fiducia in noi stessi mentre li abbiamo indosso e, di conseguenza, sentirci meno impacciati. In questo modo risulteremo “stilosi” all’occhio di chi ci guarda.

Quelli più originali che abbia mai indossato?
Probabilmente, e non voglio peccare di presunzione, il pezzo più di ricerca e cool che ultimamente ho portato è il modello di occhiali vintage, in stile Miami Vice, che ho disegnato per la capsule con il brand Hally & Son, molto apprezzato dalla critica e con interessanti risultati di vendita sul mio canale ecommerce.

L’epoca storica che considera più interessante dal punto vista dello stile?
Gli anni '80/'90. Le linee, i volumi: c’è tanto da prendere a modello da quei periodi, reinterpretandoli nella maniera dei nostri tempi, più sofisticata.

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IL SEGRETO DEL BEN VESTIRE

è la naturalezza con cui ci si comporta.

CON UN PIZZICO DI VOLONTÀ SI IMPARA

a portare qualunque abito o accessorio

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Un capo del passato che vorrebbe indossare oggi?
Jeans Levi’s a vita alta.

Il tipo di profumo o la nota olfattiva che preferisce?
Legnosa.

Un quadro, un film, un libro o, ancora, una musica che considera emblema di eleganza?
“Non più andrai, farfallone amoroso” (da Le Nozze di Figaro , ndr ). M’immagino sempre una persona molto ben distinta ed elegante, magari un po’ sciupafemmine, ma di certo di grande charme.

Un’abitudine o un rito a cui è affezionato, legato ad abiti e scarpe?
Adoro riporre i miei orologi in dei contenitori in pelle, tutti belli in fila e ordinati. Per il resto dell’abbigliamento sono leggermente meno preciso, per usare un eufemismo...

Un aneddoto che parla del suo rapporto con la moda e lo stile?
Mi trovavo a New York, una delle prime volte che partecipavo a una sfilata importante. Cercavo un’ispirazione, ma non c’era una vetrina che mi “parlasse”. A ispirarmi è stato, invece, un uomo che suonava il sax sul marciapiede. Era incredibilmente elegante: abito scuro, giacca stretta e scarpe appena lucidate. Quell’outfit lo faceva grande, la sua naturalezza, poi, mi ha ispirato nel profondo. Mi ha insegnato che per essere la persona più elegante del mondo bisogna trasmettere tutto se stesso, la propria essenza.

Cosa rende elegante un uomo e cosa una donna?
Per entrambi, la disinvoltura nel portare determinati abiti o accessori, ma soprattutto il linguaggio e il modo di porsi.

L’errore di stile imperdonabile?
Non credo ce ne sia uno in particolare, ho visto gente talmente a suo agio mentre indossava calzettoni con i sandali che mi sono sembrati cool... Da lì nulla ha più un limite se non di interpretazione e attitude.

La sua icona di stile?
James Dean: lo stile street passa da lui. Non si scappa.

Un personaggio pubblico del panorama attuale, particolarmente elegante?
Dopo aver visto l’ennesimo red carpet in cui l’attore e modello britannico Eddy Redmayne è risultato impeccabile, agli ultimi Academy Awards, sono convinto che possieda quell’eleganza, tutta British, che lo contraddistingue anche come moderna icona di stile.

Cosa indossare per essere sempre inappuntabili?
Sul lavoro suggerisco camicia bianca dal taglio sartoriale, pantaloni non troppo eccentrici, ma nemmeno anonimi, e giacca informale dai toni scuri. Le scarpe? Sneaker scelte accuratamente. Per una serata mondana, invece, il completo elegante non si discute. La pochette personalizzerà l’outfit nel dettaglio, un vero tocco di classe che parlerà dell’uomo che lo indossa. Nel tempo libero, la spontaneità vince e con la strada casual-chic è difficile sbagliare. Consiglio di portare sempre un capo che faccia sentire a proprio agio, come una polo. Sopra, una giacca di pelle semplice; sotto, un jeans di buona fattura e sneaker ben scelte. Attenzione ai dettagli, sempre: un gioiello è importante per valorizzare il proprio stile. In viaggio, infine, reputo importante la scelta dei tessuti, che non si devono sgualcire. Via libera all’activewear, purché sia ben abbinato. Jeans e felpa con grafiche interessanti, oppure sweat pants con maglioncino curato.