Creata dai tennisti all’inizio degli anni Trenta, è utilizzata oggi da manager e imprenditori nei momenti di relax, ma non solo: la polo è un capo che dona eleganza sportiva, permettendo a chi lo porta di esprimere il suo estro cromatico con stile. Per intenderci, stiamo parlando delle classiche T-shirt con il colletto che non passano mai di moda; sono trendy in ogni occasione, per essere casual ma in modo elegante oppure veramente chic se portate con disinvoltura accostate a un paio di bermuda o a un paio di short.
Ormai è diventata un capo intramontabile, al pari dei tanto beneamati jeans e, che sia d’autore o basic, ironica o provocatoria, firmata o di design, l’importante è indossarla, perché ancora una volta la polo shirt è la protagonista indiscussa non solo dell’inizio, ma soprattutto della fine dell’estate. Sì, perché con il cambio di stagione, e di armadio, cambiano forse i tessuti, che si fanno più soffici, morbidi e caldi, ma non cambia il fatto che ciò che si sceglie di indossare è sempre la polo: sotto una giacca destrutturata oppure infilata nei pantaloni e accostata a un girocollo in leggero cachemire buttato sulle spalle, questo capo è negli anni diventato un passepartout per tutte le stagioni e tutte le generazioni.
Ne è stata fatta di strada da quando monsieur Jean-René Lacoste, un grande professionista del tennis soprannominato “le crocodile” - da qui il simbolo del noto marchio Lacoste - inventò la mitica 1212 in “petit piqué de coton”, il classico modo parigino per definire la struttura a nido d’ape tipica della polo originaria. Il bello di questo modello infatti è proprio il tessuto, detto anche “cellulare”, un mito che dura davvero da molto, esattamente da quando, nel 1888, un parlamentare inglese, tale Lewis Haslam, con un gruppo di amici creò la Cellular Clothing Company, produttrice della novità del secolo: un cotone leggero, termico, traspirante, assorbente e perfetto per qualsiasi tipo di attività all’aria aperta - non fu solo utilizzato per le divise scolastiche delle famose public school londinesi, ma anche per le divise dei mondiali di calcio e per la Campagna d’Africa.È però negli anni ‘60 che la petit piqué de coton fa un tuffo nella mondanità ed entra a far parte del gota internazionale come una vera e propria star: era infatti facile trovarla addosso a Jaqueline Kennedy abbinata a un paio di capri-pants e infradito proprio sull’isola napoletana in uno dei suoi soggiorni estivi, oppure candida e immacolata dalle maniche lunghe portata con disinvoltura da un giovane Gianni Agnelli o da un rampante Principe Carlo, erede al Trono d’Inghilterra. Oggi, senza più differenza di ceto o classe, la polo è indossata indistintamente da tutti e in svariate occasioni, dalle più sportive a quelle più ricercate: dai principi William e Harry per una partita di Polo o da John Malkovich e Tom Cruise per la presentazione dell’ultimo film, o ancora dai calciatori più noti durante le loro scorribande fuori ritiro. Ma anche da manager e imprenditori sul lavoro e nel tempo libero così come da ragazzini per andare a scuola o uscire con gli amici.
Le polo oggi non sono più solo bianche, azzurre e blu, ma coloratissime, con stampe vivaci o disegni creativi, forme semplici e super comode con maniche corte oppure tagli sciancrati e linee più slim per le maniche lunghe.Sono molte anche le limited edition sulle quali le aziende puntano per testare i gusti dei consumatori più affezionati: anche l’elegante polo con il sobrio coccodrillo ricamato, viene a dir poco stravolta, e proprio il classico coccodrillo diventa il protagonista assoluto delle polo-shirt, acquistando un aspetto un po’ funky per una linea dedicata ai più giovani, ma che si addice a chiunque abbia voglia di divertirsi e non prendersi troppo sul serio. Insomma, tra famosi cavallini, corone di alloro, righe coloratissime, bassotti e squali,non perde terreno il simbolo inconfondibile di eleganza per lui e per lei che non tramonterà mai!