Il lusso corre attraverso le sue magnifique boutique. È questo uno degli aspetti più significati dell’Altagamma Retail Evolution, lo studio realizzato dalla fondazione italiane del lusso insieme a Exane Bnp Paribas (e presentato questa mattina a Milano), che analizza l’evoluzione e le prospettive delle strategie retail delle imprese del comparto. Basata su ricerche empiriche e sull’elaborazione dei dati pubblici di un centinaio di aziende tra quotate e non, per un totale di 12.500 punti vendita, la ricerca ha sottolineato l’importanza dello sviluppo retail per la crescita delle imprese del lusso, con alcune evidenze. In primis la trasformazione progressiva dei brand di alta gamma in retailer. La vertiginosa crescita degli spazi retail ascrivibili alle aziende dell’alto di gamma, dal 2005 al 2013 ha contribuito per circa il 30% alla crescita dei consumi e dei fatturati dei beni di lusso per la persona.

Se nel retail l’imperativo è aumentare la produttività di ogni singolo negozio e la produttività degli spazi varia in funzione della categoria di prodotti, della forza del brand e delle dimensioni del negozio, i mega brand del lusso godono sicuramente di una posizione di vantaggio, perché possono spendere più dei concorrenti in comunicazione, e questa spesa accresce la produttività degli spazi.

Tra le particolarità della ricerca quella che emerge mettendo in relazione la penetrazione di negozi di lusso con il reddito pro-capite di ciascun Paese si nota che in Cina si verifica una situazione di sostanziale saturazione.

Date tali premesse, Altagamma Retail Evolution, prevede che nel 2020 la distribuzione diretta crescerà dal 31% al 40% del totale, mentre il franchising calerà dal 10% al 6% così come i department store, che dal 23% arriveranno a pesare il 19%. Stabile il wholesale che resterà al 36%. Il consumo di beni di alta gamma per la persona sono previsti aumentare dai 217 miliardi di euro di oggi a 310 nel 2020 (di cui 44 in distribuzione online). I punti vendita monomarca erano 12.500 nel 2013 (ed erano cresciuti negli ultimi sette anni al tasso composto medio annuo del 4,34%): nel 2020 sono previsti diventare 16.000 (tasso del 3,6% rispetto al 2013).