La nostra industria guarda sempre con maggiore attenzione oltre i confini nazionali. Un esempio su tutti: il tessile. La 14esima edizione di Milano Unica, il Salone Italiano del Tessile, appena archiviato con la presenza di oltre 400 espositori, ha visto da una parte un calo delle presenze italiane (addirittura -15%), dall’altra un aumento, quantificabile in un +7%, dei buyer esteri. Un dato questo che conferma due tendenze: la crescente importanza dei mercati esteri per la nostra industria, assieme alle difficoltà che devono affrontare le imprese italiane. Ancora una volta la presenza di visitatori internazionali si è dimostrata il valore aggiunto del Salone milanese del tessuto e accessorio. Tra le presenze straniere, significativamente in crescita, in valori percentuali e assoluti, sono da segnalare quelle di: Francia (+35%), Gran Bretagna (+30%), Cina (73%), Hong Kong (+109%) e Federazione Russa (+28%). Positivamente confermate le presenze tedesche e statunitensi. Grazie a questi positivi segnali, la tessitura italiana cresciuta del 10,2% nel 2011, potrà continuare a dare un contributo essenziale all’occupazione manifatturiera ma anche alla nostra bilancia commerciale. Pur pesando, infatti, solo per il 16% sul fatturato totale del tessile-abbigliamento, nell’anno appena conclusosi, aveva portato un contributo all’attivo della bilancia commerciale di settore pari al 40% (2,4 miliardi di euro) del totale.