Fortuny: nuovo showroom a Venezia, il progetto è del direttore artistico Alberto Torsello

Possibile riuscire a stupire ancora, a Venezia? Sì, se riesci nell’impresa ardita di rinnovare uno spazio espositivo ampio, dotato di uno dei "giardini segreti" più seducenti della Serenissima, dirimpetto alla fabbrica che produce alcuni dei tessuti più pregiati del made in Italy. Siamo sull’Isola della Giudecca, da Fortuny, e l’architetto Alberto Torsello, che davanti alla Giudecca è nato, ha ridisegnato lo showroom del celebre brand di cui è appena diventato anche direttore artistico.
Già compasso d’oro nel 2018, con alle spalle restauri architettonici notevoli a Venezia (vedi alla voce Fondaco dei Tedeschi e Palazzo Ducale) e alfiere di un’architettura che si nutre di “cura e analisi”, Torsello riesce nella magia di distillare l’estetica di Mariano Fortuny in uno showroom (ma il termine è riduttivo: chiamiamolo spazio espositivo) che si presenta come una macchina scenica, elegante e sontuosa, dal cui soffitto, come quinte teatrale, sono calati i tessuti più pregiati della collezione.

Mattoni rossi fuori, raffinatezza dei ricami dentro: la fabbrica fondata dall’artista, scenografo e inventore spagnolo Mariano Fortuny nel 1922, è ancora in piena attività – mentre altre hanno seguito lidi più comodi – e apprezzata dalla clientela internazionale.

Torsello, chiamato nel ruolo di direttore artistico dai fratelli Mickey e Maury Riad, ora alla guida dell’azienda ereditata dal padre Maged Riad nel ‘98, ha scelto di essere fedele alla visione di Fortuny, l’indimenticabile fondatore.
Lo spazio, scandito in tre momenti, ha un ingresso accogliente che conduce a una “casa della memoria” dove cuscini di varie dimensioni sono installati come opere d’arte in una libreria che sembra una quinta teatrale. Alle pareti, l’archivio, perché questo è un luogo che coltiva la memoria. Il terzo spazio è quello del teatro: Torsello ha ideato un suggestivo sistema espositivo, appositamente inventato e brevettato per questo luogo, in cui i rulli dei tessuti installati a soffitto sviluppano la possibilità di calare dall’alto le stoffe, come si fa con un sipario. In questa parte dello showroom i tessuti diventano elementi architettonici, pareti mobili, quinte teatrali intercambiabili che formano ambienti e luoghi ogni volta diversi e affascianti. L’effetto – e parliamo per esperienza diretta – lascia senza fiato.

Il 2022 sarà l’anno del centenario della produzione del primo tessuto all’interno della fabbrica della Giudecca e Fortuny pare proprio voler rinnovare i valori di arte, storia e identità del suo geniale fondatore.