Filippo Fiora (s) e Filippo Cirulli

Prosegue il viaggio di Business People nell’armadio degli uomini più glamour d’Italia, dei volti e delle firme che studiano le tendenze per farle proprie e suggerirle agli altri. Questo mese è la volta di due giovani che, nel giro di pochi anni, si sono affermati nei salotti più mondani – della Rete e non solo – come punti di riferimento per il buon gusto e lo stile da veri gentlemen contemporanei. Stiamo parlando di Filippo Fiora, bresciano classe 1987, e Filippo Cirulli, bolognese del 1988. Sul loro sito TheThreeF.com, lanciato nel 2010, i due – rispettivamente architetto ed esperto e consulente di marketing – condividono outfit e frammenti di vita quotidiana sempre all’insegna della classe e della ricercatezza, ma soprattutto della passione per l’Italian Style.
Un lavoro che da poco si è tradotto anche nella creazione di un loro brand di calzature dal gusto classical cool, Edhèn. Con oltre 100 mila seguaci a testa su Instagram e più di 20 mila like su Facebook per il blog, con una grande attenzione dall’estero (il 75% dei loro follower è straniero) e forti del primato europeo nel settore luxury e lifestyle per redemption e numero di lettori, i due influencer ci parlano del loro amore per la moda e dei capi iconici del loro guardaroba.

In che cosa consiste lo stile per voi?
Cirulli: Per il filosofo Renè Daumal, lo stile è l’impronta di ciò che si è in ciò che si fa. Non posso che concordare.
Fiora: Sono mille le sfaccettature che concorrono a determinare lo stile di una persona: dai fondamenti, come l’educazione o l’atteggiamento nei confronti degli altri, fino a piccoli dettagli come il modo di tenere tra le mani forchetta e coltello.

Che rapporto avete con le tendenze?
C: Sono sicuramente un ottimo spunto per riflettere su come il gusto e i tempi cambino: contaminare il proprio stile con le novità della stagione può essere divertente, bisogna però stare attenti a mantenere una propria individualità, rigettando l’omologazione. Non c’è cosa più démodé di essere alla moda.
F: Non mi lasciano indifferente, anzi, sono un ottimo incentivo per essere in perenne discussione. Amo, infatti, mettere a confronto il mio stile, decisamente personale e dall’imprinting classico, con i nuovi canoni dettati dalle passerelle.

Filippo Cirulli

Bolognese, classe 1988, Filippo Cirulli è un esperto e consulente di immagine: ha creato nel 2010, insieme a Fiora, il sito TheTreeF.com

Meglio la sobrietà o la provocazione?
C: Troppo sobrio è noioso, troppo provocatorio può risultare eccessivo se non ridicolo: se è vero che in medio stat virtus, è giusto trovare un equilibrio armonico tra questi due aspetti. Un giusto compromesso.
F: Sicuramente la sobrietà, anche se un pizzico di provocazione è sempre divertente e soprattutto utile a smorzare quei look altrimenti troppo impostati.

Tre aggettivi che associate al concetto di eleganza?
C: Dotata di personalità, equilibrata, sorprendente.
F: Per me l’eleganza è spontanea, libera e imprevedibile.

È innata o si acquisisce?
C: È una dote, una qualità, come saper dipingere o avere una bella voce. Si può poi imparare a vestirsi bene, a capire cosa indossare e come abbinare i vari capi, ma questo non è certo garanzia di eleganza. La prova del nove è la t-shirt bianca con il jeans, la combinazione più semplice del complicato mondo dell’abbigliamento: l’uomo e la donna eleganti riescono a valorizzare un look che indosso ad altri apparirebbe basic, per non dire sciatto. È tutta questione di personalità.
F: Non penso sia totalmente innata, ma neppure acquisita. Si nasce con la predisposizione all’eleganza, ma è poi con il tempo e con una maggiore consapevolezza di sé che questa si esprime nel suo grado più alto.

Un capo che non può mancare nel vostro guardaroba?
C: Solo uno? Allora di sicuro un abito blu monopetto, perfetto di giorno come per la serata più formale.
F: Una camicia ben stirata di colore bianco o azzurro.

L’accessorio per voi fa la differenza?
C: L’accessorio è ciò che rende la persona speciale.
F: L’orologio è una delle prime cose che guardo in un uomo.

La scarpa che non togliereste mai?
F: Il mio primo paio di loafers inglesi.
C: Sono di parte. Assieme a Filippo abbiamo lanciato il nostro nuovo brand di scarpe, Edhèn. Per questo motivo la scarpa del mio cuore non può essere che la nostra Brera, una doppia fibbia in vitello lucido che indosso, forse, troppo spesso.

Il colore o i colori preferiti per la primavera?
F: Colori pastello e tanto, tantissimo bianco.
C: Per me l’estate è bianco, sabbia, cuoio. Punto.

I materiali/tessuti prediletti della stagione?
F: Seta, cotone grezzo e suede per gli accessori.
C: Tessuti leggeri e morbidi: sicuramente la seta è protagonista in questa primavera/estate 2016.

L’accessorio che vi piace indossato da altri, ma che non riuscite a portare?
F: Purtroppo non riesco a portare i capelli. Nonostante mi piacciano, li trovo decisamente scomodi.
C: Sinceramente non mi è mai capitato. Se non indosso qualcosa è perché non mi piace o non fa parte del mio stile.

Il capo più originale che abbiate mai indossato (e in quale occasione)?
F: Una vestaglia in seta blu a pois bianchi sopra lo smoking.
C: Una camicia in seta crema, stampa floreale, pettorina plissettata e maxi fiocco nero. Che dire, tutto il contrario della sobrietà.

Filippo Fiora

Bresciano, nato nel 1987, Filippo Fiora si è laureato in Architettura. Dopo il successo come fashion blogger, insieme al collega Cirulli ha lanciato il marchio di calzature di lusso Edhèn

L’epoca storica che considerate più interessante dal punto vista dello stile?
F: Gli anni '70!
C: Sicuramente gli anni '70 e '80 sono quelli che hanno portato le maggiori rivoluzioni stilistiche.

Un capo del passato che vorreste indossare oggi?
F: Una divisa da generale del '700.
C: Le ghette bianche, fantastiche!

Il tipo di profumo o la nota olfattiva che preferite?
F: Scelgo sempre profumi molto speziati e arricchiti da note decise, la mia fragranza preferita è Oud Ispahan di Christian Dior.
C: Penso che la tuberosa sia una nota olfattiva particolare, soprattutto per l’uomo.

Un quadro, un film, un libro o, ancora, una musica che considerate emblema di eleganza, e perché?
F: Trovo incredibilmente eleganti molti dei grandi classici del cinema degli anni '60 come La piscina con protagonista Alain Delon o Il disprezzo con Brigitte Bardot.
C: La voce di Edith Piaf trasformava le più semplici note in qualcosa di misterioso, sensuale ed elegante. Non, je ne regrette rien ne è la dimostrazione.

Un’abitudine o un rito a cui siete affezionati, legati ad abiti e scarpe?
F: Cerco sempre di mantenere il mio guardaroba in ordine e ho il pallino di disporre giacche e abiti in base a colori e sfumature.
C: Come penso la maggior parte degli uomini, ho la passione/ossessione delle scarpe: forme, lucidi, spazzole, creme sono sempre con me. Anche in viaggio.

Un aneddoto che parla del vostro rapporto con la moda e lo stile?
F: Ne ho moltissimi, soprattutto legati alla mia infanzia. Mi fanno sorridere ogni volta che ci ripenso. Ricordo tutti gli sforzi di mia madre per farmi indossare un paio di jeans o semplicemente delle scarpe da ginnastica: non li potevo proprio vedere!
C: Fin da giovanissimo ero sensibile alle cose belle. Ricordo il primo acquisto “importante” che ho fatto con l’eccitazione e il sano entusiasmo del 13enne: un portafogli che probabilmente ho pagato con più soldi di quelli che ha mai contenuto nei suoi quattro anni di utilizzo. Ce l’ho ancora, ne sono molto affezionato.

Cosa rende elegante un uomo e cosa una donna?
F: Non penso esista una ricetta, né tantomeno che ci siano delle regole. Trovo però affascinanti ed eleganti le persone sicure di sé, determinate e schiette: la sicurezza interiore è grande alleata dell’eleganza.
C: Gli stessi elementi: il portamento, la sicurezza, la disinvoltura.

L’errore di stile imperdonabile?
F: Indossare bretelle e cintura contemporaneamente, tenere in testa il cappello in luoghi chiusi e il nodo della cravatta allentato.
C: Cercare di essere qualcosa che non si è, con il rischio di apparire goffi e caricaturali.

I vostri stilisti preferiti?
F: Stimo molto Alessandro Michele per il coraggio che ha avuto nello stravolgere, con grande successo, l’immagine di un marchio consolidato come Gucci. Un posto speciale però va riservato a Ralph Lauren, un uomo che non ha creato solo un marchio di moda, ma una nuova idea di lifestyle.
C: Alessandro Michele, Alessandro Sartori, Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri.

Qual è la vostra icona di stile?
F: Al momento non ho un unico riferimento in fatto di stile. Non posso però non citare Gianni Agnelli, uno degli uomini che più mi ha ispirato da giovanissimo in fatto di “creativa eleganza”, e che ancora oggi continua ad affascinare moltissimi uomini.
C: Ralph Lauren è una leggenda vivente che ha inventato uno stile e ne ha fatto il suo marchio distintivo. Mi ritrovo molto nella sua visione di stile e di lifestyle.

Un personaggio pubblico dell’attualità particolarmente elegante?
F: Mi piace molto la disinteressata eleganza del giovane attore francese Louis Garrel, già volto della fragranza Valentino Uomo.
C: Trovo molto elegante l’attore Eddie Redmayne (premio Oscar come miglior attore nel 2015 per La teoria del tutto e candidato anche quest’anno per il suo ruolo in The Danish Girl ).

Che cosa indossare per essere sempre impeccabili?
F: Nella vita professionale la cravatta è un must, anche se personalmente preferisco optare per completo doppiopetto e maglione dolcevita, mentre per il viaggio sono ancora alla ricerca della tuta perfetta, preferibilmente in cashmere.
C: Per il lavoro, l’intramontabile abito blu. Per la serata mondana, un classico smoking nero. Per il tempo libero, jeans e maglione girocollo tinta unita. Per il viaggio bisogna essere sì comodi, ma sempre con una certa cura nel look: bandite le tracolle, materiali tecnici e ogni cosa che ci identifichi come turisti. Il viaggiatore non lascia lo stile a casa.