La coppia presidenziale Barack e Michelle Obama in un momento di relax

Ispirati alla tradizione americana degli anni ‘40, ‘50 e ‘60, i chinos sono diventati leggenda perché avevano come straordinari testimonial gli artisti e gli intellettuali dell’epoca, da Ernest Hemingway, che li indossava indifferentemente sia in estate che in inverno, a John Kennedy che li abbinava esclusivamente alla camicia botton down perché li trovava ancora più eleganti, fino a Cary Grant che non partiva mai senza averne infilato un paio nella sua valigia di cuoio invecchiato. E il mito è arrivato fino a noi: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, conquistato dalla loro eleganza discreta e dalla grande libertà di movimento che permettono, si vede spesso con indosso un paio di chinos. Tutto questo significa che se fino a qualche anno fa erano utilizzati per il tempo libero o per occasioni poco formali, ora è diventato praticamente impossibile non avvistare uomini d’affari girare in città con la ventiquattrore, un blazer blu e i pantaloni color kaki. Si, perché i chinos, talvolta erroneamente chiamati kaki, hanno il colore neutro delle divise utilizzate dalle truppe americane nel Pacifico, nelle Filippine e in India, hanno un mood informale ma di classe: sono molte le teste coronate che ne fanno larghissimo uso perché è come indossare un capo vintage ma dalle linee pulite, dalla grande vestibilità e funzionalità e allo stesso tempo, un pantalone glamour dal taglio classico e raffinato portabile in qualunque stagione grazie al diverso peso del cotone. E mentre tempo addietro si indossavano i pantaloni fino a consumarne tasche e ginocchia – perché quello era il bello – ora sono le stesse case di moda che puntano su un tipo di abbigliamento non più usurato dal tempo, bensì dalla tecnica. Una tecnica fatta di tinture, lavaggi stone, rammendi, riparazioni, centrifughe e ancora trattamenti sun fade che addirittura determinano invecchiamenti di uno, cinque o dieci anni, un po’ come accade per un buon whisky o un vino pregiato. Per alcuni (meglio: per chi se lo può permettere visto che talvolta raggiungono prezzi esorbitanti) non si parla più di limited edition, ma addirittura di pezzi unici ed esclusivi!
Fino a un decennio fa il chinos era per sua stessa definizione solo color kaki mentre ora il suo dna si è trasformato e ha lasciato il passo a palette e accostamenti che al solo pensiero avrebbero fatto rabbrividire i suoi grandi estimatori del passato: l’aspetto caldo rimane comunque garantito, ma si è passati dai toni neutri del sabbia a quelli, seppur tradizionali, un po’ più “azzardati” per modelli di questo genere, del blu notte, del marron o del sottobosco – senza dimenticare che alcune aziende hanno addirittura osato i più eccentrici mattone e i melange del viola.
Naturalmente il color kaki resta tradizionalmente il più venduto perché dotato di una componente di stile molto evidente: facile da abbinare con tutto ma molto raffinato se accompagnato da una camicia azzurra o bianca – volendo anche una cravatta regimental o a microstampa – e da una giacca a due o tre bottoni rigorosamente blu. In questo modo l’uomo ha un aspetto semplice, raffinato, curato e molto elegante, senza dover per forza indossare il classico completo ma sentendosi perfetto anche per occasioni “ufficiali”. Già, perché con un paio di chinos ora si accede anche alle feste più esclusive, ai matrimoni in campagna e anche a party reali dove ispirazioni bohèmien, eleganza ironica e uno stile ricercato svelano look e intenzioni di vestire che riscoprono la vanità dell’uomo contemporaneo e metropolitano.

TUTTO COMINCIÒ NEL PACIFICO

La storia del chinos è una vera e propria avventura, un viaggio formato da molteplici tappe che lo hanno reso unico, prima come uniforme americana e in seguito come capo d’abbigliamento civile. Un pantalone che ha saputo trasformare un’esigenza di funzionalità in uno stile in cui il fascino dell’esotico è diventato sinonimo di classe, ma soprattutto di glamour. La pietra miliare di questo percorso all’interno del tempo e dello spazio risale alla prima metà del secolo quando l’aviazione militare americana intensificava la sua attività ed era aumentata la richiesta di capi idonei per il volo, che fossero caldi e confortevoli per affrontare i disagi causati dal vento, così come freschi e sempre in ordine, ma allo stesso tempo pratici e funzionali per l’uso a terra. Ed è stato proprio per far fronte a queste esigenze che nel 1917 venne istituita l’Aviation Clothing Board, un dipartimento incaricato di creare le uniformi ideali per i piloti. A partire dal 1926 questo dipartimento, dopo aver testato le doti di resistenza e freschezza della nuova divisa in gabardine di cotone che era adottata dalle truppe americane di stanza nelle Filippine, ne allargò l’uso anche agli aviatori ma solo come indumento da portare sotto le tenute di volo. I rifornimenti vennero commissionati in Cina e proprio a questa nazione, secondo alcune fonti, si deve l’origine del nome. Il nome “Chinos” derivato dalla radice anglosassone “chino”, riporta proprio alla Cina a cui l’esercito americano ricorreva per l’approvvigionamento dei pantaloni di colore kaki destinati alle truppe di stanza nel Pacifico. Nessuno può smentire il fatto che sia stato Avirex ad aver fatto conoscere i chinos in Europa tanto che da allora Avirex è fornitore ufficiale dell’American Tactical Air Command e consulente dell’Air Force per lo studio e lo sviluppo dei capi ufficiali dell’Aviazione Militare.

L’IDENTIKIT DI UN MITO

Confortevole e resistente, pratico e funzionale, il chinos è un pantalone che consente una grande libertà di movimento senza trascurare una rigorosa eleganza ed è per questo che piace all’uomo il quale, per esigenze soprattutto lavorative, è sempre in movimento e spesso in viaggio. È realizzato in diversi materiali, ma il più famoso, e quello che lo ha reso indifferente al passare del tempo, è il gabardine di cotone, che ha, tra le altre proprietà proprio quella di non sciuparsi. Il tessuto viene cucito con un filo molto robusto che lo rende indistruttibile. Il chinos ha mantenuto le stesse caratteristiche nel corso degli anni, come i fianchi regolari, la gamba diritta, le tasche tagliate in diagonale e il celeberrimo taschino portamonete.