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«L’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai» diceva Audrey Hepburn, una che se ne intendeva della materia. E, in effetti, se prendiamo degli orologi eleganti degli anni ‘30 del secolo scorso, a parte le dimensioni (difatti il diametro medio all’epoca per i segnatempo maschili da polso era di 32 mm, mentre quello odierno è intorno ai 38 o 39 mm per salire anche fino a 42 o 43 mm), dal punto di vista estetico non si discostano molto da quelli che puoi osservare nelle foto dell’articolo. Invece lo scorrere del tempo per le linee sportive, tranne rare e celebratissime eccezioni, è stato certamente meno clemente. Molti design più o meno recenti – per esempio gran parte della produzione degli anni ‘70 e ‘80 – oggi risultano veri e propri pezzi di bizzarro antiquariato.

Segnatempo immortali 

Ma quali sono i criteri che sanciscono l’eleganza di un orologio meccanico? Be’, innanzitutto vi è la portabilità e l’abbinamento consono con la giacca o lo smoking. E quindi, in primo luogo, l’orologio deve avere uno spessore piuttosto contenuto per permettere una convivenza non distruttiva con il polsino della camicia. La lunetta – ossia l’anello che blocca il vetro avvitandosi alla carrure (che è la parte mediana della cassa) – è altrettanto sottile e sobria, anche se finemente lavorata, e lascia tutta la ribalta possibile al quadrante: il vero protagonista dell’orologio elegante.
E qui subentrano mille soluzioni diverse per stupire l’appassionato. Vi sono modelli che prediligono la purezza assoluta attraverso l’utilizzo di lacche o smalti e la semplicità di un bianco quasi etereo (come il Blancpain Villeret 8 Giorni). Oppure, in antitesi, vi sono modelli che optano per lavorazioni dai disegni geometrici infiniti (o quasi), effettuate anche manualmente da artigiani superqualificati, che contraddistinguono gli esemplari più esclusivi. E in questo senso una delle decorazioni più utilizzate è la guilloché – rabescatura, in italiano – che comprende incisioni sopraffine (vedi le tre differenti soluzioni adottate per Audemars Piguet Jules Audemars Ultrapiatto, Breguet Classique 3797 e Patek Philippe Calatrava). In simbiosi con tali crismi vi è poi l’abbinamento con la preziosità di un cinturino in materiale pregiato, dalle finiture impeccabili e spesso realizzato da un’importante azienda di moda, per una partnership tra eccellenze assolute.
Ecco quali sono gli ingredienti di base per l’eleganza nell’orologeria. Inseguendo un presupposto impegnativo: ovvero, per dirla come Audrey Hepburn, che non sfiorisca nel tempo.

LA CLASSE È UN’ATTITUDINE

 

UNA FORTUNATA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA DI UN NOTO BRAND DI OROLOGERIA DICE: «ELEGANCE IS AN ATTITUDE». IN QUESTO ARTICOLO SONO SEGNALATI OROLOGI MECCANICI CON CARICA MANUALE E AUTOMATICA. LE FUNZIONI SONO TRA LE PIÙ DIFFERENTI: SI VA DA ALCUNI SEMPLICI “SOLO TEMPO” A OROLOGI CON DATARIO, FINO A UN RICERCATISSIMO PLURI-COMPLICATO. ANCHE I QUADRANTI SONO AGLI ANTIPODI: BIANCHI E NERI E DIVERSE TONALITÀ ARGENTATE, LAVORATI, SMALTATI O LACCATI. AGLI ANTIPODI SONO PURE I METALLI DELLE CASSE: ACCIAIO, ORO ROSA, ROSSO, BIANCO E PLATINO. E ALLORA COSA ACCOMUNA QUESTA RASSEGNA DI OROLOGI? UN SAPIENTE INSIEME DI DETTAGLI. LA PULIZIA E L’EQUILIBRIO DELLE FORME, LA CLASSE. PER UN’ALCHIMIA DI SAVOIR-FAIRE CHE ALLA FINE TI FA SUSSURRARE AMMIRATO: L’ELEGANZA È UN’ATTITUDINE.