Lusso e web: storia di una relazione complicata

Gli accessori Louis Vuitton sono tra quelli coperti dal servizio  eBay Authenticate © SAUL LOEB/AFP/Getty Images

Se molte questioni critiche rimangono tutt’ora irrisolte ed è ancora difficile prevedere come si svilupperà il settore in futuro, è però certo che anche i prodotti di lusso non potranno fare a meno dell’e-commerce e che tutti i grandi delle vendite online sono intensamente impegnati per conquistare le opportunità che questo mercato porta con sé.

Da Walmart ad Amazon e eBay

Una delle ultime indiscrezioni (rivelata dal Wall Street Journal ) è quella che vorrebbe il big a stelle e strisce Walmart pronto a firmare un accordo con Lord & Taylor nell’ambito di un progetto mirato all’apertura di un vero e proprio mall online, dove le vetrine presenti sarebbero, oltre appunto a quelle di Walmart e Lord & Taylor, anche quelle della startup di abbigliamento maschile Bonobos e di Jet.com, il sito rilevato dal gigante di Bentonville lo scorso anno. Un accordo che andrebbe ad aggiungersi a quelli già siglati dalla scorsa estate con Levi’s, Calvin Klein e Kate Spade per esclusive di vendita.
Intanto, Amazon non resta a guardare, ma sta lavorando per lo sviluppo di Amazon Fashion. Il guaio, per la creatura di Jeff Bezos, rimane la diffidenza delle griffe per l’incapacità più volte dimostrata nell’impedire la circolazione di falsi sulla piattaforma. Timore che ha appena fatto saltare un accordo con Swatch per portare su Amazon marchi come Omega e Longines e che in passato ha tenuto alla larga nomi del calibro di Gucci, Kering, Richemont e Lvmh.
Il problema, del resto, non è nuovo al popolo del web, tanto che un altro grande dell’e-commerce come eBay ha appena lanciato un nuovo servizio mirato per risolverlo: eBay Authenticate. Il tool copre accessori da oltre 500 dollari (425 euro) delle griffe Balenciaga, Burberry, Céline, Chanel, Christian Dior, Fendi, Goyard, Gucci, Hermès, Louis Vuitton, Prada e Valentino. Dopo averne verificata l’autenticità, eBay si occupa della commercializzazione trattenendo il 20% del prezzo di vendita, mentre gli acquirenti ricevono prodotti certificati e coperti da una garanzia di rimborso del 200%. Sarà questa la soluzione vincente?