Brunello Cucinelli © GettyImages

Brunello Cucinelli, patron dell’omonima azienda

Quotarsi o non quotarsi? È questo il dubbio amletico che attanaglia in questi giorni il mondo della moda. Dopo la denuncia di Giorgio Armani – «la moda è in mano alle banche» – e il contemporaneo sbarco sui mercati finanziari di due grandi marchi italiani come Prada (borsa di Hong Kong) e Salvatore Ferragamo (Piazza Affari), adesso altre autorevoli voci si inseriscono nel dibattito. Sono quelle di Brunello Cucinelli e Renzo Rosso, e arrivano dal Luxury Summit organizzato da Il Sole 24 Ore . L’imprenditore umbro non ha dubbi: «Abbiamo deciso di quotarci alla Borsa di Milano perché siamo italiani, sempre che la Borsa ci vorrà prevediamo il debutto a primavera». Insomma, tutto è già deciso, compresi gli advisor: Merril Lynch e Mediobanca.

L’azienda sceglie la Borsa «per essere più aperta, per attrarre manager da tutto il mondo e per essere più forte patrimonialmente – come sottolinea Cucinelli, che aggiunge – ho due figlie ma ritengo che un’impresa non si erediti. Cerco manager interessanti per le mie figlie che comunque rimarranno azioniste». Di parere diverso Renzo Rosso, fondatore della Only the Brave-Diesel: «Per un’azienda come la nostra la quotazione in Borsa potrebbe essere un ostacolo, un costo e un impegno fuorviante». Ma questa non è una chiusura definitiva all’ipotesi di quotazione, Rosso ammette infatti che «per poter crescere è quasi una strada obbligata» e finisce con l’ipotizzare uno sbarco in Borsa entro i prossimi tre anni.