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Giorgio Armani

«La moda è delle banche». Chiara e forte, la denuncia di Giorgio Armani arriva al termine della fashion week milanese e spacca il mondo della moda. Da una parte Re Giorgio che, a suo dire «dipende solo dalla sua creatività e da quella dei suoi collaboratori», dall’altra gli stilisti che puntano su «sfilate show», «baracconate» che servono solo a far parlare di sé, perché legate a marchi che devono sottostare al volere delle banche che le controllano e agli umori delle Borse alle quali sono quotate.
E l’affondo di Armani ha un bersaglio chiaro: la maison Prada, ormai prossima alla quotazione alla borsa di Hong Kong. Una piazza, questa, scelta dal brand milanese perché, secondo Armani, è «più facile delle altre», più funzionale all’obiettivo di «fare entrare dei soldi in cassa» per coprire i debiti che Prada ha contratto cercando di «rendere forte il proprio nome». Non solo, secondo Armani per far parlare di sé «Miuccia Prada ha scelto la strada dell’ironia e del cattivo gusto che piace». Cattivo gusto che impazza, e che viene scelto non soltanto da Prada che «nel suo genere è geniale come lo sono i due Dolce&Gabbana». Da Prada a Dolce&Gabbana, ce n’è per tutti, anche per la stampa: «m’infastidisce che certe cose vengano osannate dalla stampa anche quando le collezioni sono brutte». Secondo Armani la stampa dà spazio a questi brand non per il valore dei loro prodotti, ma perché queste aziende sono controllate dalle banche, che a loro volta influiscono sui giornali. E quella delle banche è una «moda da circo che insulta gli uomini e li rende ridicoli», non può definirsi un «business serio», di chi, come lui, «crea pensando che poi gli abiti devono essere indossati». Certo Armani è un brand fortissimo e nessuno può permettersi di non parlarne, come ammette lo stesso stilista «il mio nome è importante, fa anche da traino alla moda italiana, quindi i giornali mi pubblicano».
A chiudere, per il momento, la vicenda il secco “No Comment” che arriva da Prada.

La photogallery delle ultime sfilate Armani e Prada (©GettyImages)