Per il golf è tempo di rivoluzione

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È sicuramente un segno dei tempi. A cosa ci riferiamo? Al fatto che nello sport i cambiamenti siano ormai uno dei tratti caratterizzanti gli anni che stiamo vivendo e, forse soprattutto, quelli che verranno. Non molto tempo fa, dopo lunghe, intense e non facili discussioni, l’annuncio che nel calcio si sarebbe introdotta la Var, anche detta “moviola in campo”. Uno dei dogmi, ovvero l’insindacabilità delle decisioni istantanee dell’arbitro, viene così a cadere, avvicinando, seppur con tutte le differenze del caso, il football nostrano a sport quali il basket, la pallavolo o il tennis in cui, con l’ausilio della tecnologia, si tenta di compensare la fallibilità del nostro occhio e delle percezioni umane. 
Ma se in queste discipline l’innovazione è tipicamente, per non dire esclusivamente, rivolta alla competizione ai suoi massimi livelli professionistici (si pensi “all’occhio di falco” del tennis o “all’instant replay” delle contese nei palazzetti dello sport), ciò che sta avvenendo nel golf si può ben dire vada oltre. In questo caso, infatti, si sta intervenendo, e puntando a farlo sempre di più, in molte delle sue componenti per certi aspetti più intrinseche.
Congiuntamente, infatti, il R&A e la USGA (i due organi internazionali che regolano e organizzano il golf a livello mondiale) hanno ufficializzato lo scorso marzo il programma di “modernizzazione” che porterà, a partire dal 2019, cambiamenti sostanziali. A sottolineare l’eccezionalità di quanto sta avvenendo è la “chiamata” rivolta a tutti i golfi sti a partecipare al processo di revisione affinché contribuiscano con idee, esperienze e suggerimenti a validare e migliorare le modifiche proposte.

REGOLE NEL GOLF: UN LINGUAGGIO PIÙ CHIARO
Il linguaggio si fa chiaro Il concetto portante è quello di “modernizzazione” e va decisamente oltre la revisione che, come i più attenti sanno, si fa abitualmente ogni quattro anni. La ragione di questa scelta è da cercare nei temi guida su cui è stato tracciato il programma e, in particolare, nell’intenzione (pur mantenendo il solco dei principi fondamentali e delle caratteristiche del golf) di rendere le regole più semplici da capire e applicare, con un occhio specifico rivolto ai principianti, ai giocatori con handicap alti e ai golfisti ordinari. Le regole passeranno così da 34 a 24 e verranno scritte in modo più diretto, con uno stile moderno e un uso di concetti e riferimenti più intuitivi, anche con supporto di grafica e video. Nel libro delle norme saranno anche inserite 100 decisioni attinenti alle situazioni più frequenti per facilitare le scelte giuste.
 È chiarissima la volontà di agire su uno degli elementi che da sempre caratterizza il golf: quell’aura di difficoltà che era tipica proprio della sua infrastruttura regolamentare. Si tratta di un passaggio che non è eccessivo definire epocale in un mondo così attento alle proprie tradizioni. Non si era mai fatto riferimento in modo così esplicito all’astrusità dello stile stesso con cui le regole sono espresse o all’intenzione di renderne più semplice e comprensibile l’applicazione. Al punto da prevederne anche una versione sintetica che affianchi i giocatori in campo.

QUANTO CONTA IL FATTORE TEMPO
C’è un’altra motivazione, tra quelle enunciate, che sembra la vera base di quanto sta per avvenire: l’obiettivo di intervenire sulla velocità di gioco. La questione può essere percepita come la punta di un iceberg che racchiude alcune delle ragioni che, secondo molti, sarebbero all’origine delle difficoltà che il golf sta affrontando da più anni (dopo la crisi del 2008, segna numeri più bassi e trend non crescenti sia a livello di giocatori che di strutture). Tra le varie difficoltà vi sarebbe, infatti, con la complessità tecnica e regolamentare, anche il tempo (alcune ore) che la sua pratica richiede e che non tutti si possono permettere. Il punto a nostro avviso, però, è capire se siano alcune delle caratteristiche di questo sport a dover essere riviste, per adeguarle alle diverse esigenze e ai gusti del mondo d’oggi, o se, invece, sia anche il caso di analizzarle nuovamente in modo approfondito, conoscerle e insegnarle meglio per coglierne lo spirito e poterne, quindi, apprezzare il valore: elementi che rendono unico il golf. Non si sta pensando, qui, a un retrogrado e anacronistico immobilismo. Ben vengano aggiornamenti e semplificazioni che attirino nuovi appassionati e rendano più fluide le fasi di gioco e di permanenza in campo. Al contempo, però, non bisogna mistificare la realtà. La velocità di gioco è senza dubbio un tema, ma le regole (semplici) che da sempre dovrebbero guidare i giocatori (40 secondi per colpo, utilizzare l’opzione della palla provvisoria, cinque minuti massimo per la ricerca di una palla persa), nonché l’etichetta (dare il passo) e il buon senso (prepararsi con guanto indossato, posizionare il carrello dalla parte giusta verso la buca successiva, aggiornare il risultato sullo score dopo il successivo tee shot ecc.) sono elementi utili per mantenere i tempi negli standard. Il golf non è uno sport di velocità, ma non deve neanche essere praticato senza il rispetto dei “suoi tempi”. Detto questo, per completare 18 buche, qualche ora è necessaria….

BANDO ALLA NOSTALGIA
Le infinite situazioni che si possono incontrare sui campi da golf, che presentano caratteristiche ogni volta diverse, difficilmente possono essere risolte con indicazioni univoche. Le regole ne sono un riflesso. Sono sempre state così, non di immediata comprensione ma tali da richiedere più di una lettura (attenta) per coglierne il senso. E, per molti, una parte del bello, dell’interesse e della passione per il golf (al di là della componente tecnica) risiede(va) anche in quella complessità. Il fascino di questa disciplina è, infatti, collegato alla particolare combinazione di momenti che si alternano in campo e che richiedono attitudini tecniche e fisiche, esperienza, doti psicologiche ed emotive distillate in dosi anche molto differenti nell’arco delle ore che trascorrono tra la buca uno e la 18. Senza dimenticare l’interazione con i compagni di gioco, avversari o partner che siano. Momenti in cui anche il grado di conoscenza delle regole può contribuire a fare la differenza. Varrà sempre la pena ricordarlo, senza nostalgia e guardando con grande piacere e supporto all’innovazione!

Articolo pubblicato su Business People magazine, luglio 2017