Pirateria e sport: identikit degli spettatori

@Pixabay

Pirateria e sport: un legame ancora troppo forte, ma non indissolubile. È quanto emerge dall’analisi firmata da Synamedia, provider di video software, e Ampere Analysis, dal titolo Charting Global Sports Piracy , frutto di uno studio su oltre 6mila appassionati di sport in 10 Paesi (Italia, Brasile, Egitto, Germania, India, Giordania, Malesia, Arabia Saudita UK e Usa). Anche se l’89% dei tifosi ha una abbonamento a una pay tv o a un servizio Ott, il 51% continua a usare servizi pirata per guardare lo sport almeno una volta al mese. Non solo, tra coloro che utilizzano ancora servizi pirata, il 42% guarda partite ogni giorno, circa il 60% in più della media. “Questo suggerisce che c’è una considerevole opportunità per gli operatori per ottenere ricavi incrementali con offerte sportive mirate”. Il 44% dei fan guarda già lo sport “legalmente” tramite servizi Ott ogni settimana, mentre il 22% dei “pirati” paga per accedere a questi servizi e il 31% afferma di scegliere contenuti illegali perché l’evento che vogliono vedere non è trasmesso localmente. Emerge dunque una fame di sport non pienamente soddisfatta dall’offerta “legale” sia in termini di contenuti che di prezzo. 

Identikit dei tre spettatori tipo

Sono tre i profili individuati da Synamedia sulla base delle abitudini di consumo e approccio alla pirateria:

  1. I sostenitori fedeli (26%)
    Sono grandi spettatori di eventi sportivi a pagamento e si trovano prevalentemente nei Paesi dove il calcio è profondamente radicato. Pur essendo contrari alla pirateria, il 35% di essi la sceglie almeno una volta a settimana, ma sarebbero pronti a rinunciarci e pagare di più se potessero avere accesso a ciò che vogliono in ogni momento.
  2. I superfan capricciosi (31%)
    Vivono principalmente in mercati in via di sviluppo, amano lo sport locale e internazionale e l’89% di loro accede almeno una volta a settimana a contenuti pirata. Sarebbero disposti a pagare per un’offerta legale se questa fosse flessibile e comprendesse diverse discipline.
  3. Gli spettatori casuali (43%)
    Non hanno una squadra preferita, ma amano guardare i principali eventi sportivi, come le Olimpiadi. Sono il gruppo meno disposto a pagare un abbonamento tv per lo sport e almeno il 17% sfrutta i canali pirata almeno una volta a settimana. Un accesso “light” a offerte sportive, così come modelli di pagamento flessibili, potrebbe essere la chiave per distoglierli dai servizi illegali.