Un campo da golf sulle Dolomiti © Thinkstock/michalzak

È difficile immaginare qualcuno che, avendo un anno da dedicare al golf, non sceglierebbe l’Italia come meta ideale. Il nostro Paese, anche se i dati non sempre sono lì a confermarlo, sembra fatto apposta per chi ama il green. Da un lato, si presenta lungo e stretto, garantendo condizioni climatiche adatte in ognuna delle quattro stagioni dell’anno, ma con la non trascurabile caratteristica di essere nel contempo percorribile da una parte all’altra nell’arco della stessa giornata: idealmente, basta infatti muoversi lungo la penisola, seguendo le previsioni meteo, per trovare sempre il luogo con il clima ideale. Dall’altro esprime, grazie alla storia e alla cultura in tutte le loro forme, un mix impareggiabile di interessi e motivi per visitarlo presentandosi, con la sua morfologia capace di allineare su una direttrice continua i tanti campi da golf, quale destinazione perfetta per gli appassionati e come opportunità per il suo stesso territorio. Ed è proprio da quest’ultimo concetto che intendiamo partire per riaffermare il significato, sempre più centrale, di golf destination.

UN TURISTA CHE PESA
I giocatori di golf sono oltre 50 milioni nel mondo, e oltre un quarto di essi pianifica almeno una vacanza all’anno in funzione della presenza di campi su cui trascorrere parte del tempo. Il turista dei green spende oltre il 100% in più di un viaggiatore normale e, stando ai dati divulgati in occasione dell’ultimo Igtm di Villa Erba, meno di altri ha subito gli effetti della crisi.

C’È TURISTA E TURISTA
Una delle caratteristiche riconosciute del giocatore di golf è che, spesso, veste anche il ruolo di turista e come tale diventa particolarmente interessante per i luoghi dove decide di praticare il suo sport. La spesa media giornaliera di questo “esemplare” di viaggiatore si eleva, infatti, di molto rispetto a quella di un turista tradizionale. Molte indagini al riguardo hanno certificato che l’attitudine a fruire di quanto la location prescelta sia in grado di offrire è decisamente sviluppata nel golfista in viaggio, distribuendosi nelle più diverse occasioni, pre e post green, siano esse legate all’ambito culturale e quindi alle possibilità di conoscere i luoghi che hanno fatto la storia o i lasciti degli artisti più famosi; o, perché no, a un’altra forma di cultura, quale è quella legata ai gusti e ai sapori della tradizione enogastronomica che, dopo le fatidiche 18 buche, spesso rappresenta la migliore ricompensa.

MEGLIO SOLI… O ACCOMPAGNATI?
Ma tutto ciò risulta ancora più interessante se si pensa che il golfista, quando decide di muoversi, difficilmente lo fa in solitaria. Molto più frequentemente, infatti, sono le coppie, per non dire veri e propri gruppi, a scegliere di condividere golf e tempo libero, muovendo verso nuovi campi e le zone che li accolgono. In questa prospettiva la possibilità di rinvenire, nelle vicinanze dei golf club, o negli itinerari che li annoverano, altri e differenziati spunti di interesse per trascorrere i giorni che intervallano le fatiche sui green diventa un elemento che può orientare la scelta della destinazione. Non tutti i componenti delle coppie sono golfisti, non tutti i giocatori sono appassionati con la stessa intensità, non tutti antepongono il lato sportivo nella distribuzione del tempo libero. In ognuna di queste diverse combinazioni si trova facilmente l’opportunità che un Paese come l’Italia è in grado di proporre, in virtù della capacità di offrire una così vasta varietà di alternative da abbinare al golf. E se per alcuni il pensiero corre a ciò che spesso fa da cornice a green e fairway, quali le strutture di wellness, spa e simili, le nostre regioni riescono a esprimere molto altro anche in termini di eventi che a livello locale caratterizzano, da sempre, la vita, la tradizione e le abitudini di molti paesi e luoghi lungo la penisola.

SIAMO TUTTI METEOROLOGI
Ma partiamo dal meteo. La stagione è forse quella che meglio si presta per il golf con tutti i percorsi aperti e condizioni ideali quasi ovunque. I campi posti alle più elevate altitudini possono presentare temperature ancora non per tutti confortevoli, ma sono quelli che a breve si faranno apprezzare allorché l’estate farà il suo esordio. Nei tre mesi centrali, tra giugno e agosto, se il golfista che sceglierà il mare avrà innumerevoli alternative da selezionare, al contempo non potrà evitare di fare i conti con le temperature che avvolgono lidi e spiagge. L’opzione montana, a quel punto, rappresenterà una possibilità di gioco con condizioni ideali fatte di temperature moderate, brezze piacevoli, fairway e green normalmente eccellenti. E, dettaglio per molti non secondario, palline che, in presenza di aria rarefatta volano molto di più, consentendo di coprire distanze che regalano grande soddisfazione.
L’altro momento in cui il meteo gioca un ruolo decisivo è il periodo invernale, che per molti significa inesorabilmente letargo sportivo. Ma per chi decide di combattere la pigrizia con una gita “fuori porta”, le alternative sono molte, alcune raggiungibili per via di terra, altre necessariamente per via aerea. Liguria, Toscana, Puglia, Sicilia e Sardegna o un’area come quella del Lago di Garda sono ideali per giocare con condizioni eccellenti, circondati dalle bellezze in cui sono incastonati i tanti splendidi campi da golf presenti in queste regioni. Senza, particolare non da poco, doversi preoccupare di passaporti o altri elementi necessari per viaggi all’estero. E se invece che il clima a guidare le scelte fosse altro, ecco un binomio che definire vincente è forse riduttivo: cinema e vino.

FILM CHE PASSIONE
In quella stagione dell’anno che ci avvia a rallentare la parte sportivamente più intensa, alcuni eventi vengono a proposito per rappresentare motivi, per molti irresistibili, per tracciare itinerari non solo golfistici. Una delle patrie della settima arte, qual è l’Italia, presenta infatti a ridosso del periodo post vacanziero e fino all’autunno alcuni appuntamenti irrinunciabili per gli appassionati. A partire dalla Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre 2015) per continuare con la Festa del Cinema di Roma (16-23 ottobre) e concludere con il Torino Film Festival (20-28 novembre 2015). Questi momenti delineano tre tappe che appaiono spunti ideali non solo per un soggiorno nelle rispettive città, tra le più affascinanti e cariche di storia e cultura, ma anche per visitare i circoli che con i loro percorsi raccontano la migliore tradizione del golf italiano.
E conoscendo la passione di molte star per il gioco del golf, non ci sarebbe da stupirsi se, tra una proiezione e una premiazione, ci si imbattesse in qualche mito della ormai ex celluloide alla ricerca della propria pallina nei rough o nei laghetti del Gc Venezia, del Circolo Golf Torino o del Gc Acquasanta (solo per ricordarne alcuni).

ROSSI, BIANCHI &…
La vendemmia è da sempre uno dei momenti più rappresentativi delle nostre terre che, da Nord a Sud, vantano il meglio di quanto la produzione enologica è in grado di offrire. E, non a caso, sin dall’antichità, questa così particolare fase del mondo contadino è sinonimo di tradizione anche festosa, per il significato che l’uva ricopre come prodotto alimentare a 360°. Ecco spiegato l’incredibile pullulare di eventi, sagre e occasioni di assaggio in genere, a salutare in ogni regione la raccolta di questo prezioso frutto e per farne conoscere i molteplici utilizzi. Tra i quali il vino, ovviamente, ricopre il ruolo di protagonista. Molte sono le occasioni a partire dal mese di settembre, organizzate dalle stesse aziende e dai consorzi, secondo calendari che variano nelle diverse regioni, per andare a conoscere le fasi della vendemmia, della selezione e lavorazione dell’uva, fino al lavoro (anche partecipando) negli stessi vigneti. Quale migliore richiamo, fatto di profumi e sapori, per ricompensare le “fatiche” sui green e fornire la “scusa” per andare, in loco, a scoprire uno dei prodotti più tipici e apprezzati delle nostre terre?
Alba e Monferrato, Chianti, Valtellina e Franciacorta, Valpolicella e Termeno, Salento e Marsala, Pantelleria e Gallura sono solo alcuni dei nomi che possono venire in mente nel parlare di vino nostrano. Ma la cosa, forse non per tutti altrettanto facile da riconoscere, è che in ognuna di queste zone (come in tutte le altre qui non ricordate ma parimenti uniche per le rispettive produzioni e qualità vitivinicole) sono incastonati splendidi percorsi e circoli di golf che rappresentano il miglior connubio per chi, a un ottimo vino, voglia accompagnare le altrettanto entusiasmanti sensazioni che 18 buche sono in grado di garantire. Molti sono i riferimenti e le fonti cui rifarsi per individuare i tanti appuntamenti e affiancare al calendario “green” quello “eno”. Ad esempio, winenews.it, movimentoturismovino.it risultano utili per riferimenti, appuntamenti e date.