Moreno Trisorio, presidente del Golf Club Dolomiti

Il 2015 è l’anno della ripresa?
La stagione si sta confermando sicuramente di ripresa, ma anche quest’anno qualche segnale di difficoltà non è mancato. È vero, però, e questo è un dato significativo per il nostro club, che se sul fronte dei soci alcuni hanno scelto forse una pausa di riflessione – pochi peraltro – dal lato della partecipazione alle gare il cambio di rotta è decisamente nella direzione giusta. Rispetto a quello che avveniva nelle precedenti annate, rileviamo un buon 30% di presenze in più. Da un altro punto di vista, per noi è altrettanto cruciale la preferenza che ci viene accordata in misura sempre elevata da parte dei turisti-golfisti di Austria e Germania.

Ha parlato delle gare, quanto contano nel vostro programma di attività?
I tornei rappresentano una delle voci principali delle nostre entrate e anche uno dei momenti più apprezzati. Quando, poi, il programma prevede anche eventi gastronomici con degustazione degli ottimi prodotti tipici, locali e non solo, il successo è garantito. Se le quote sociali costituiscono circa il 35-40% del conto economico, la restante parte deriva prevalentemente da green fee e gare. A questo proposito è giusto e importante sottolineare il ruolo degli sponsor, sia quelli tradizionali del mondo golfistico sia quelli di respiro più locale, che con passione ci supportano. Anche se, non bisogna scordarlo, la crisi in questi ultimi anni ha inciso anche in questo ambito. Uno degli aspetti cui prestiamo particolare attenzione è, oltre a mantenere il campo in condizioni sempre all’altezza, quello di organizzare eventi che siano di interesse per i nostri partner. In questo potrà aiutare certamente il coordinamento dei calendari tra i circoli, in modo da non far coincidere gare di cartello nelle stesse date.

A che punto è la collaborazione con gli altri circoli?
La mobilità dei giocatori è una delle caratteristiche che si sta affermando, con molti golfisti che apprezzano conoscere nuovi campi e fare esperienze di gioco diverse. Per questo abbiamo attivato un’azione che ci porterà a breve a una specie di “convenzione” con alcuni circoli, i cui soci potranno giocare nei diversi campi con condizioni di grande favore (50% di sconto sul green fee). Otteniamo, dunque, effetti positivi di indotto grazie alla presenza di nuovi giocatori, ma senza promozioni che rischino di cannibalizzare i club amici. Un’idea che stiamo sviluppando è anche quella di una carta regionale, sulla falsariga di quanto avviene nello sci, con una quota che va al circolo di appartenenza e un’altra che viene distribuita agli altri. Ma su questo non tutti i club hanno interessi convergenti.

Quanto conta il turismo per voi?
Molto, sicuramente. A questo fine abbiamo una buona collaborazione con le strutture alberghiere locali – oltre alla nostra foresteria, particolarmente accogliente e a ridosso dei green –, ma anche con altre realtà, come l’area del Sud Tirolo. Questo è possibile anche grazie all’esperienza ventennale del nostro direttore che sa utilizzare i vari canali che il marketing mette a disposizione per comunicare la nostra offerta. Il percorso, pur essendo di montagna (circa mille metri), si presenta piuttosto pianeggiante con ondulazioni dolci che consentono di esprimere tutte le componenti tecniche del golf, senza le asperità dei campi alpini.

Quali progetti covate per il futuro?
Nei nostri programmi c’è l’ampliamento con altre nove buche, al momento fortemente rallentato dal Patto di stabilità. Sarebbe un passo che aumenterebbe la nostra capacità di attrarre giocatori e turisti. Oltre a questo investimento di lungo periodo, il nostro impegno è continuo per mantenere la nostra struttura nelle migliori condizioni: dal punto di vista della gestione e della qualità del percorso e come sede ideale per eventi sportivi ben organizzati, che si caratterizzi per l’accoglienza e la piacevolezza del soggiorno.