Matteo Manassero © Getty Images

Matteo Manassero

Il golf evoca nell’immaginario collettivo sensazioni legate ai concetti di eleganza, tradizione, self control e storia. Ma non tutti sanno che questa disciplina è caratterizzata, come forse nessun’altra, da una moltitudine di detti, citazioni, curiosità, e, soprattutto, modi di prendersi in giro. Anzi, proprio l’alone di seriosità che lo contraddistingue sembra fatto apposta per prestare il fianco a ogni genere di battute, considerazioni e commenti. E Steve Sax, ex campione di baseball, non si è certo tirato indietro: «Il golf non è uno sport. Non si corre, non si salta, non si tira, non si passa. Tutto quello che si deve fare è acquistare abiti che non si combinano». E questo vale sia per chi ne è parte, in primis i giocatori (professionisti o appassionati della domenica), sia per coloro che per disinteressato sense of humour, per arguzia di intelletto o, forse, per invidia… non perdono occasione per coglierne gli aspetti più strani, singolari e unici. Uno dei più classici arriva da un grande della letteratura come George Bernard Shaw e riassume molto di tutto ciò: «Non è necessario essere stupidi per giocare a golf, ma aiuta».

TANTO PER INIZIARE
Al caddie che lo accompagnava nel suo giro, dopo l’ultimo colpo il giocatore chiese: «Beh, cosa ne dice del mio gioco?».E il caddie: «Molto buono signore, ma preferisco il golf…»

Un altro illustre personaggio, sir Winston Churchill, tra una voluta e l’altra dell’immancabile sigaro, non si è lasciato scappare l’occasione per uno dei suoi salaci commenti: «Il golf è un inutile tentativo di mandare una piccola sfera dentro un buco altrettanto piccolo con strumenti singolarmente mal progettati allo scopo».

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…
Alcuni passaggi storici non solo consentono di collocare lontano nel tempo i primi segni della presenza del golf, ma ne evidenziano fasi inattese e strane, almeno rispetto a come è percepito oggi. Per esempio, quella che vide il golf messo al bando nel 1457 dal re scozzese (con una legge che di fatto rappresenta il primo documento ufficiale a citare la disciplina) in quanto ritenuto all’origine di una eccessiva distrazione dalla pratica del tiro con l’arco (attività fondamentale anche per interessi di patria). Apparentemente, però, i sudditi non seguirono le indicazioni del loro sovrano perseverando nel dedicarsi a questa più divertente disciplina fino a incorrere in una delle più pesanti sconfitte subite per mano degli arcieri inglesi nella battaglia di Flodden Field nel 1513. Forse il re, per una volta, aveva ragione… Sempre in Scozia, ma da una differente prospettiva, si hanno altre tracce degli effetti che il golf produceva sul popolo. Datano già nel XVI secolo, infatti, ammende e punizioni, che potevano giungere fino alla “sospensione dai servizi religiosi” (la scomunica…) per quei parrocchiani colti a giocare a golf “durante la predica”. È proprio il caso di dire “la passione” del golf…(da Enciclopedia Illustrata del Golf , di M. Campbell, A. Mondadori Editore)

La nostra proposta, in questa occasione, è quindi di strappare qualche ulteriore sorriso sia a chi già vive le gioie che il golf è capace di regalare, sia a chi sta solamente aspettando un ulteriore motivo per lanciarsi nell’avventura di questo splendido sport. Per farlo, navigando tra siti di golf e “testi sacri”, e cogliendo i commenti e i racconti che si tramandano in club house o nei momenti di ispirazione tra una buca e l’altra, abbiamo raccolto una carrellata di spunti che potrebbero apparire frutto della fantasia, e che invece richiamano le tante situazioni già vissute (spesso subite) da chi già frequenta green e fairway. Pensiamo, per esempio, a quella volta in cui, Craig Stadler, campione Usa dagli anni ‘80, oggi sul Champions’ Tour, a specifica domanda sui motivi per cui avesse cambiato putter non trovò nulla di strano nel rispondere: «Semplicemente perché quello precedente… non galleggiava…». A tutti coloro cui è venuto lo stesso pensiero (lanciare ferri per liberarsi dell’ultimo, solo in ordine di tempo, motivo di delusione e frustrazione…) dedichiamo le prossime righe. Ci scusiamo fin d’ora con gli “autori” (che ringraziamo), alcuni anonimi o non rintracciabili, di battute, aforismi e aneddoti citati (nonché con le fonti da cui li abbiamo tratti) se, in qualche caso, non dovessero corrispondere esattamente all’originale, ma desideriamo che lo “spirito” (non Spirit of the game, in questo caso) con cui devono essere colti e con il quale li abbiamo scelti possa essere quello di un tributo alle tante sfaccettature che il golf è in grado di proporre ed esprimere. Sul campo e fuori.

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA
G.B. Shaw nella sua quantomeno poco lusinghiera considerazione del golf e di chi lo pratica non è solo e, infatti, ecco il suo amico nonché collega scrittore Gilbert Keith Chesterton condividerne alcune idee: «…A mio avviso il golf è un modo costoso di giocare alle biglie». Sempre a proposito di palline e di punti di vista ce n’è uno, quello di un altro autore, John Cunningham, che ci regala questa definizione inconfutabile: «Il golf: gioco in cui una pallina di quattro centimetri di diametro viene piazzata su una palla di quarantamila chilometri. L’intenzione è quella di colpire la pallina più piccola e non quella più grande». Come dargli torto?

JOHNNY MILLER

«Ogni giorno mi ripeto che sarà una bellissima partita. Prima di uscire mi pongo in una disposizione mentale positiva, ma poi rovino tutto al primo colpo»

BOBBY JONESJACK NICKLAUS

«Non faccio mai un colpo, nemmeno durante la pratica, senza averne un’immagine precisa e molto chiaramente definita nella mia mente»

TIGER WOODS

«Chi si dedica al golf, anche soltanto per diletto, sa che questo è uno sport dove non si può giocare bene tutte le settimane»

TOMMY ARMOUR

«Quando sbagli un colpo non pensare mai a cosa hai fatto di sbagliato. Concentrati sul nuovo colpo pensando a cosa fare di giusto»

BOBBY JONES

«La cosa che ha inficiato di più il mio putting quando funzionava male (e funzionava molto male) era pensare troppo a come stessi effettuando il colpo e non abbastanza a mettere la pallina nella buca»

HARVEY PENICK

«Non m’interessa quanto giochi bene: puoi sempre trovare qualcuno che ti batte. Non m’interessa quanto giochi male: puoi sempre trovare qualcuno che puoi battere»

BOB ROTELLA

«Play conservative, hit aggressive (Gioca prudente, colpisci - la pallina - con aggressività)»

SAM SNEAD

«Invecchiando, con il golf la vista migliora considerevolmente. Oggi dopo un drive riesco ancora a leggere la marca della pallina»

ARNOLD PALMER

«Quello che le altre persone possono trovare in una poesia o in un museo d’arte, io lo trovo nella pallina in volo dopo un buon drive»

GREG NORMAN

«Se devi sbagliare... almeno fallo in fretta!»

CHI CHI RODRIGUEZ

«Il golf è il più grande divertimento possibile senza doversi svestire»

ROBERTO DI VICENZO

«Il golf è come l’amore. Un giorno pensi di essere troppo vecchio, il giorno dopo vuoi farlo ancora»

LEE TREVINO

«Un golfista dovrebbe investire tempo sul putting green esattamente quanto il putting richiede tempo durante il gioco in campo»

QUANDO SI DICE OTTIMISMO
Se la buca gira a sinistra, la pallina va a destra. Nulla raddrizza un gancio più di un dogleg a sinistra...Se in campo pratica i tiri sembrano sempre dritti... è perché non state mirando da nessuna parte...Vedendo i segni sul green di dove era e dove sarà collocata la buca: la palla atterra sempre dove era la buca ieri... o dove sarà domani