Euro 2020: come spostarsi al meglio tra i 12 Paesi ospitanti

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Sarà l’Olimpico di Roma a ospitare il match inaugurale degli Europei di calcio 2020, torneo continentale che, in occasione del 60esimo anniversario, non si disputerà solo in uno o due Paesi, com’è avvenuto finora, ma seguirà un percorso tra 12 diversi Stati.

Un’edizione itinerante, quindi, che ha già incassato numerose critiche a causa soprattutto delle difficoltà logistiche e dell’enorme impatto ambientale che si prevedono per gli spostamenti dei fan tra le diverse location. Secondo un recente sondaggio realizzato dal gruppo Football Supporters Europe, l’82% dei tifosi vede di cattivo occhio la decisione della Uefa di organizzare un campionato itinerante, temendo appunto i costi e le difficoltà delle trasferte.

I consigli di viaggio di Sas

La società specializzata in data analytics Sas ha provato di recente a fare ordine sulla questione, spiegando quali possano essere le migliori soluzioni di viaggio per seguire gli Europei 2020. Per effettuare la propria analisi, la società di consulenza ha immaginato gli spostamenti di un tifoso ipotetico, che voglia assistere al più alto numero di match nei diversi Paesi ospitanti. 

Il risultato di quest’analisi sono tre diversi itinerari possibili, che rispondono a esigenze differenti dei tifosi: la velocità del viaggio, il risparmio e l’attenzione all’ambiente.

Il percorso più veloce, ma con maggiore impatto ambientale

Secondo il modello predittivo di SAS, un viaggiatore che volesse effettuare gli spostamenti in tempi rapidi dovrebbe partire da Monaco e terminare il suo percorso a Copenaghen: il tempo totale per l’intero itinerario si aggira in questo caso su 12 giorni e 23 ore, che includono un’ora prima e una dopo la partita per consentire al tifoso di spostarsi tra l’aeroporto e lo stadio.

Il costo totale di questa opzione, nelle stime effettuate da SAS nel novembre scorso, sarebbe di poco superiore ai 2.000 euro. Molto rilevante anche l’impatto sull’ambiente, visto che tutti gli spostamenti avverrebbero in aereo: Sas ha stimato un totale di 3.159 kg di emissioni totali di CO2

Più attenzione ai costi. E all’ambiente

Ma cosa succede se ci focalizziamo sul risparmio, anche a costo di allungare i tempi di viaggio? Il risultato di questa seconda analisi porta a un itinerario di 21 giorni, con partenza da San Pietroburgo e arrivo a Baku.

Molto inferiore stavolta il costo del viaggio, che passa dagli oltre 2.000 euro ai 1.052 attuali: questo percorso include infatti mezzi di trasporto diversi, quindi meno voli e più spostamenti in autobus. Con un impatto molto positivo anche sull’ambiente, visto che le emissioni di CO2  si riducono a 1.720 kg, poco più della metà rispetto alla soluzione precedente.

Il viaggio più green. Ma meno attento al portafoglio

Sas ha infine analizzato il tour più attento all’ambiente, che sceglie quindi i percorsi e i mezzi di trasporto che consentono di ridurre al massimo le emissioni di CO2 . In questa ipotesi si partirebbe ancora da San Pietroburgo con arrivo a Baku, ma il percorso include solo due voli, lasciando tutto il resto dell’itinerario al treno e all’auto.

E i risultati dal punto di vista ambientale si vedono subito: le emissioni totali scenderebbero in questo caso a 592 kg o addirittura a 76 kg nel caso in cui si scegliesse un’auto elettrica per gli spostamenti intermedi. Un grande risultato per l’ambiente, ma forse meno positivo per le tasche dei tifosi che in questo caso dovrebbero sborsare una cifra che oscilla tra i 3.600 e i 4.100 euro, a seconda del veicolo scelto. 

La soluzione migliore? Dipende ovviamente dalle esigenze dei tifosi e da numerose altre variabili, come il numero di match che si desidera vedere. Ma il quadro di SAS è sicuramente utile per fare un po’ di chiarezza tra le diverse possibilità a disposizione.