V60 Plug-in

Ancora indecisi su quale tecnologia scegliere per sentirvi un po’ più a po­sto con la coscienza quando guidate? Se pensate a un’ibrida, o addirittura a un’elettrica, probabilmente vi sco­raggia anche l’idea di dover rinuncia­re a comfort e spazio per i bagagli per far posto alle ingom­branti celle che alimentano i motori a emissioni zero. Una soluzione potrebbe essere la nuova proposta di Volvo, sul mercato a partire dal 2013. Abbiamo chiesto a Sven De Smet, marketing & pr manager Western Europe della casa svedese, di raccontarci lo stato dell’arte dell’offerta in chia­ve sostenibile che arriva dalla Scandinavia.

Volvo è da sempre sinonimo di sicurezza. Per conducente e passeggeri prima, per gli altri utenti della strada poi. Ora è il turno dell’ambiente. Attraverso quali tecnologie?
Quello sull’ambiente non è un focus nuovo per noi: già dal 1972 siamo impegnati nella gestione non solo delle emis­sioni dei veicoli, ma anche dei processi produttivi, con impianti che vengono riscaldati dal riciclo dell’acqua. E la son­da Lambda, indispensabile per l’utilizzo del convertitore ca­talitico, l’abbiamo inventata noi. Per noi c’è sempre stato un legame tra i concetti di sostenibilità e sicurezza, sinte­tizzato dall’assunto dei due fondatori di Volvo: le macchine sono guidate dalla gente. E penso a ciò che mi disse uno dei nostri design director, in casa madre: non ha senso salvare la vita alle persone, se poi le auto le uccidono inquinando. Ciò a cui aspiriamo è l’impiego di motori elettrici su tutte le vet­ture. Abbiamo già condotto uno studio su 400 C30 elettri­che, ma si tratta di una tecnologia che va ancora sviluppa­ta e capita attentamente per renderla pienamente usufruibi­le. Ecco perché nonostante la C30 elettrica sia già in vendi­ta, in Italia puntiamo molto su una soluzione che è sfrutta­bile nell’immediato.

Sven De Smet

Parla della V60 Plug-in?
Esatto. Come dicevo il punto d’arrivo è l’auto che non uti­lizza carburanti, ma per arrivare all’obiettivo servono dei passaggi intermedi. La V60 che stiamo per lanciare rappre­senta tre macchine in una. Di base è alimentata da un motore turbodiesel D5 da 215 cv a trazione anteriore, a cui si aggiungono due motori elettrici, a trazione posteriore, che forniscono altri 70 cv. Sulla plancia ci sono tre tasti che corrispondono alle tre diverse modalità di marcia. Premendo il tasto “Pure”, la macchina si muove a emissioni zero, sfruttando i motori elettrici per una velocità massima di 50 km all’ora, ideale per muoversi in città nelle zone a traffico limitato. Abbiamo dotato la vetture della funzione “Save for later”, attraverso la quale parte della carica della batteria viene conservata come riserva in caso di emergenza. Senza contare che è plug-in: si arriva a casa, e indipendentemente dall’amperaggio di cui si dispone, si attacca alla presa elettrica e si ricarica in un lasso di tempo che varia tra le tre e le sette ore. C’è poi il tasto “Hybrid”, col quale i due sistemi lavorano all’unisono per ottimizzare i consumi in ciclo misto. Il terzo tasto è il “Power”, che permette ai propulsori di funzionare insieme questa volta per massimizzare l’erogazione di potenza quando è richiesta. E grazie al lavoro combinato elettrico-combustione, la V60, che ha una massa di 1500 kg, accelera da 0 a 100 km all’ora in 6,2 secondi, una bomba! Il tutto immettendo solo 49 g di CO2 nell’atmosfera. Oggi non c’è macchina con una potenza di 215 + 70 cv, e trazione integrale Awd che abbia queste performance.

Volvo V60

TRE AUTO IN UNA
I tre tasti che controllano il tipo di propulsione della vettura ibrida. Il tasto “Pure” permette di muoversi usando i due motori elettrici a trazione posteriore, che generano 70 cv di potenza. Il tasto “Hybrid” fa lavorare in sinergia i tre propulsori ottimizzando i consumi in ciclo misto. Il tasto“Power”, infine, sempre in combinato, massimizza la potenza quando ce n’è bisogno

Quali sono i tratti distintivi rispetto ai competitor?
Le Volvo saranno sempre automobili vere. Noi non seguiamo il trend delle macchine ecosostenibili che non sembrano macchine. Non perché non siano belle, ma spesso sono qualcosa a cavallo tra un motorino e una vettura. Una familiare della Volvo avrà sempre cinque posti veri, e un portabagagli vero. Io ho vissuto in cinque Paesi in Europa, e per qualche tempo anche in America. Ovunque, quando sono in strada e vedo una Volvo, è sempre piena di oggetti, di persone. La gente che guida le Volvo ha tante cose, ha una vita piena di interessi, di amici, di familiari. Volvo rappresenta una vita attiva. Ed è per questo che anche per lanciare un prodotto realmente ecosostenibile, abbiamo scelto la station wagon V60, senza sacrificare nulla dell’abitabilità e pochissimo del bagaglio per far posto alle batterie.

Cos’è cambiato dopo l’acquisizione da parte della cinese Geely?
Anche noi avevamo tanti dubbi al riguardo, ma il passaggio è stato estremamente facile, ed è andato tutto liscio. Geely ci lascia competenza e libertà, ci siamo organizzati in un modo tale per cui Volvo è Volvo, mentre Geely è Geely. Naturalmente tra i cambiamenti di maggior rilievo adesso godiamo di un insider access in Cina, con la possibilità di capire meglio quel mercato. E stiamo ponendo più che mai attenzione per sviluppare il business in Estremo Oriente.

V60 Plug-in

E i cinesi sono ricettivi se parliamo di green a quattro ruote?
Sì. La Cina continua a crescere tantissimo, e lo sviluppo economico porta con sé l’espansione dei consumi di lusso. In campo soprattutto automobilistico prevale ancora il lusso ostentativo, basti considerare quel che sta succedendo al mercato delle supercar, che sono adorate. Ma comincia a crescere anche il lusso non ostentativo. E nel Far East, Cina come in Giappone, c’è una grande sensibilità per il mondo scandinavo in generale: ci sono forti legami sul piano culturale, soprattutto se penso all’amore per certe forme di minimalismo nel design.

L’ecosostenibilità è ancora un lusso per le automobili?
Sì, ma nonostante questo la C30 elettrica sta prendendo piede in Cina, tanto è vero che è stata nominata Green car of the year proprio il mese scorso.

La verità: il motore a combustione ha fatto il suo tempo?
Noi stiamo facendo del nostro meglio per sviluppare le nuove tecnologie, ma questo non vuol dire che non andiamo a cercare le performance migliori anche nel motore a combustione tradizionale. La nuova V40 è dotata di un motore 1.6 turbodiesel che consuma 3,4 litri ogni 100 km, in altre parole percorre 27 km con un litro di carburante, con una emissione di CO2 di 94 g. E questo risultato siamo riusciti a conseguirlo lavorando sull’aerodinamica, sul cambio, sulle gomme, su tutta una serie di piccoli ritocchi che ci permettono di ottimizzare le prestazioni. In realtà c’è ancora molto da imparare da questa tecnologia. Anche se ha più di cento anni.