Fca-Psa puntano sull’elettrico

Michael Manley, a.d. di Fca © JEWEL SAMAD/AFP via Getty Images

È fatta: la fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Psa-Peugeot è ormai ufficiale. Un matrimonio, quello fra le due case automobilistiche, che conviene a tutti, e in particolare a Fca. Il gruppo francese, infatti, va forte nell’elettrico, settore in cui invece l’azienda italo-statunitense è in forte ritardo. Grazie alla fusione, dunque, il gruppo guidato da Michael Manley potrà recuperare terreno sull’auto a zero emissioni e avere accesso alla piattaforma Cmp, già utilizzata per i modelli elettrici Peugeot 208 e DS 3 E-Tense. Si tratta di una piattaforma modernissima, modulare ed efficiente, pensata per i segmenti B e C, che si aggiunge alla EMP2 (Efficient Modular Platform), impiegata su tanti modelli della casa, inclusa la nuova ammiraglia 508. Grazie a questa tecnologia, le auto compatte si possono trasformare in veicoli multi-energetici, con diversi tipi di alimentazione: termica (benzina/Diesel) o totalmente elettrica. E Psa-Peugeot cosa guadagna dal matrimonio con Fca? Essenzialmente la possibilità di ritornare nel mercato Usa, dove manca da quasi 30 anni, e di affermarsi più stabilmente in Brasile, dove Fca è leader.