Con buona pace di chi le considerava effimere come i venti della moda, crossover e Suv continuano a essere le vetture più richieste dagli automobilisti. Un fenomeno che ha spiazzato i costruttori, che anche nel 2016 faranno a gara per realizzare modelli stravaganti alla portata di qualsiasi tasca e progettati per soddisfare i diversi gusti di americani, cinesi, russi, brasiliani, italiani...
Cinque anni fa, per esempio, avreste mai scommesso sulla nascita di una Maserati destinata alla borghesia automobilistica? E invece ecco l’annuncio della Levante (listino da 72.300 euro), che rompe gli schemi tradizionali della casa del Tridente con una dirompenza che potrebbe sembrare frutto di incoscienza, se non fosse per il fatto che, come sottolinea il direttore generale Giulio Pastore, «i sondaggi indicano che due proprietari su tre di un Suv sceglieranno, al momento di cambiare, la stessa tipologia di auto. Così prevediamo una crescita in doppia cifra fino al 2020».

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Insomma: chi sceglie questa tipologia di auto si trova tanto bene da non voler più cambiare, alla faccia della satira, sempre pronta a dipingere “mister Suv” come un cafone prepotente e ignaro delle più elementari regole del bon ton stradale. Generalizzare, però, sarebbe un errore grossolano, perché nella grande famiglia (poco tradizionale) dei crossover c’è davvero pane per qualsiasi dente. Appartenete alla casta dei Paperoni? Ecco la Bentley Bentayga, con un optional da buongustai: un orologio Breitling con tourbillon e a carica manuale, quotato 207.500 euro, poco meno del prezzo dell’intera automobile. Dall’Italia risponderà la Lamborghini con Urus, che sarà il Suv più potente del mondo con la bellezza di 600 cavalli. Se vi sembrano eccessi da nababbi o vi sentite “ecological chic”, eccovi la Tesla Model X, l’elettrica che con un pieno di watt fa 400 chilometri. Si può prenotare su internet lasciando una caparra di 4 mila euro, poi alla consegna ci vorrà un bonifico da 114 mila, optional esclusi. Ma volete mettere la soddisfazione di guidare nel futuro? Per chi, invece, ha i piedi ben piantati nel presente, ecco l’Audi Q2 direttamente dal ballo delle debuttanti del Salone di Ginevra, e la Chrysler Pacifica, prima ibrida plug-in di Fca sviluppata nel centro ricerche di Auburn Hills (Michigan, Usa) e che prima o poi potrebbe arrivare in Italia nei canali ufficiali.
I tempi sono cambiati e le novità più succose possono arrivare perfino dalla Corea, fino a ieri terra di macchine oneste a ottimi prezzi. Irrompe la concept Kia Telluride, un bestione da cinque metri di lunghezza con il muso squadrato “Dallas style”. Il cruscotto è stampato in 3D e chi si accomoda a bordo può usufruire della cromoterapia, magari mentre seleziona sul touchscreen un video da ascoltare con gli auricolari wireless. Se proprio non potete aspettare la Telluride, accontentatevi – si fa per dire – della Sportage, aggressiva ed elegante nonostante un prezzo d’attacco di 21 mila euro.
Ne occorrono almeno 50 mila per mettersi al volante della F-Pace, primo Suv in 70 anni di storia Jaguar. Per tenere gli artigli sempre ben piantati sull’asfalto, la trazione è integrale. E a dimostrare la predisposizione per i terreni difficili, c’è il sistema elettronico che mantiene bassa e costante la velocità sui fondi a scarsissima aderenza. I motori, sia a benzina sia diesel, sono turbo a quattro cilindri con potenze comprese tra 163 e 239 cavalli. Se volete guidare come un perfetto gentleman del Surrey, farete però meglio ad aspettare che entri in produzione la variante da 3 mila centimetri cubi: i cilindri diventeranno sei, un numero più in linea con il blasone della casa e un compressore volumetrico contribuirà a elevare la potenza fino alla ragguardevole soglia dei 340 cavalli. Se a Coventry si stappano bottiglie di whisky d’annata per il nuovo modello, in Giappone si bagna con il sake l’interesse suscitato dalla Toyota C-Hr: snella, muscolosa e, soprattutto, dotata di un sistema ibrido completamente nuovo che promette di ridurre le emissioni inquinanti al minimo. Il design di questa vettura è estremo, quasi aeronautico. «Dall’alto si nota subito che gli angoli della carrozzeria sono stati tagliati lateralmente per alleggerire l’insieme e mettere in risalto lo stile aggressivo dei passaruota», dice Roberto Falasca, designer del centro di progettazione Ed2 di Sophia Antipolis, che opera in un parco tecnologico vicino a Nizza e collabora da anni con la casa delle tre ellissi.
Non sarà che per vendere si devono per forza percorrere con la matita strade così estreme? «L’importante è perseguire la funzionalità che consente un uso diversificato, ma sempre efficace dell’auto: questa è la vera chiave di volta del successo crescente dei Suv», spiega Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia, forte dei numeri di vendita della Xc90, «ed è anche il motivo per cui questo tipo di veicoli avrà anche un grande futuro». Ne sono convinti i vertici di Volkswagen, che affidano anche alla nuova Tiguan il compito di far dimenticare l’affaraccio emissioni, ma anche quelli della consociata Seat che lancia la sua prima crossover, l’Ateca, pronta a giocare la carta dei centimetri (solo 436) per distinguersi nel caos della ricerca di un parcheggio in città.
Ma c’è un’altra categoria a quattro ruote che di questi tempi va particolarmente forte: è quella dei minivan che con i vetri oscurati trasportano “vip” assortiti, mentre in versione nature fanno da mezzo di trasporto alle famiglie oversize, quelle che la burocrazia definisce tali dal terzo figlio in su. Tra quelli che una volta avremmo chiamato pulmini, l’Oscar 2016 va al Peugeot Traveller, novità di Ginevra che sembra uno dei mezzi usati dall’Fbi nella serie Tv Criminal Minds (per approfittare dell’effetto “profiler” sceglietelo rigorosamente in nero), mentre la medaglia d’argento se la aggiudica la Toyota con ProAce, esempio mirabile di furgone 2.0 che sa essere gradevole alla vista oltre che utile a chi lo usa per lavoro. E il terzo gradino del podio? Ci si installa Citroën con il suo Space Tourer, una sorta di aereo che viaggia rasoterra, nel senso che la climatizzazione e l’illuminazione interne sono fatte in modo che ciascun passeggero possa farsi serenamente i meritatissimi fatti suoi.