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Ilva: emblema di uno Stato che non sa decidere

Martedì, 10 Dicembre 2019
Ilva: emblema di uno Stato che non sa decidere

L’affaire Ilva rinnova gli amletici dubbi verso uno Stato, quindi un Paese, che non sa decidere e, ancor peggio, rafforza l’idea che da noi sia sempre più impossibile investire, perché non vi è nulla di certo e le regole cambiano continuamente senza alcuna logica razionale. C’è un unico filo conduttore che lega i casi Arcelor Mittal, Alitalia, Whirlpool e Fca-Peugeot: è l’incapacità di decidere e di prendersi le responsabilità del proprio agire. È lo stesso comportamento che collega le decisioni (o gli annunci, spesso provenienti da esponenti del Governo) sulle tasse per le auto aziendali, sulla plastic tax ecc. Tutti sintomi di un evidente scollamento fra politica, economia e vita reale, fra il momento della decisione e le conseguenze che questa provoca nella società civile, nel mondo della produzione, nelle  imprese, nella finanza, nella vita dei cittadini.

Partiamo dal territorio

Partiamo dal territorio

Martedì, 10 Dicembre 2019

Welfare, sindacato a km 0, trasformazione del mondo del lavoro e conoscenza. Sono questi i temi su cui hanno lavorato i tanti manager associati a Manageritalia all’interno delle assemblee territoriali e dei precongressi che si sono svolti in tutt’Italia tra il 12 e il 19 ottobre.

Ripartiamo da stabilità e competitività

Ripartiamo da stabilità e competitività

Mercoledì, 09 Ottobre 2019

Il nuovo governo si è insediato ed è già al lavoro sulla legge di stabilità 2020 ormai prossima e che, ancora una volta, si preannuncia complessa e piena di nodi da sciogliere. Che ne sarà, per esempio, dei 23 miliardi che servono per disinnescare nel 2020 le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva?

ARCHIVIO
  • Bando al populismo, si affrontino i problemi dell’economia
    Bando al populismo, si affrontino i problemi dell’economia

    Un governo che affronti subito i temi economici e la legge di bilancio. È quello che i manager italiani chiedono con Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, alla politica. È stato fatto con un comunicato del presidente Cida, Mario Mantovani, all’indomani della...

  • L’Italia non è un Paese per manager
    L’Italia non è un Paese per manager

    In Italia abbiamo pochi manager in assoluto e pochi manager giovani rispetto ai principali Paesi nostri competitor. Basti pensare che i dirigenti pubblici e privati sono in Italia l’1,3% dei lavoratori dipendenti (1% quelli privati), contro una presenza media europea del 4,9%, del 2,5% in Spagna, del 3,7% in Germania, del 6,7% in Francia e del 10,3% in UK.

  • Innovation manager avanti tutta
    Innovation manager avanti tutta

    Il 10 maggio è stato approvato dal ministero dello Sviluppo economico il decreto che destina alle pmi un voucher per finanziare fino al 50% del costo dell’inserimento temporaneo, ma per un minimo di 9 mesi, in azienda di un Innovation Manager, per un massimo di 40 mila euro a impresa.

  • Welfare contrattuale per competere
    Welfare contrattuale per competere

    Rispondere alle richieste di beni e servizi dei lavoratori, riconfigurare i criteri di valutazione dei risultati professionali, adattare la contrattazione alle evoluzioni sempre più dinamiche dei contesti produttivi e aiutare i lavoratori e le imprese a gestire la complessità di un lavoro che cambia rapidamente.

  • Votiamo per l’Europa
    Votiamo per l’Europa

    Domenica 26 maggio gli italiani sono chiamati, con i concittadini dell’Ue, alle urne per eleggere i 705 membri del Parlamento Europeo. Noi eleggeremo 76 nostri rappresentanti, con i quali, contando più del 10% del parlamento europeo, potremo dire la nostra e incidere sull’Europa che vogliamo.

LA RIVISTA
Anno XIV n 12 dicembre 2019
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