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Se qualcosa di positivo volessimo trovare nella grave emergenza che stiamo vivendo, ci sarebbero senz'altro le numerose iniziative di solidarietà nate su diversi fronti. A questo proposito, l’Aidp (Associazione nazionale dei direttori del personale) propone di estendere la normativa sulla cosiddetta Banca del tempo – disciplinata dall’art. 24 del decreto legislativo 151–  introducendo la possibilità di allargare l’utilizzo di questo strumento in un’ottica solidale tra lavoratori, vista l’eccezionalità del momento. L’idea è permettere a tutti i dipendenti di poter donare dei giorni di ferie ad altri colleghi che altrimenti non avrebbero altra possibilità se non quella di usufruire della cassa integrazione venendo così penalizzati dal punto di vista retributivo. È una proposta che non comporta nessun costo per lo Stato, è su base volontaria e ispirata ad un senso di solidarietà tra lavoratori. 

La proposta sulla Banca del tempo

La normativa attuale prevede la possibilità da parte dei dipendenti di poter donare a titolo gratuito il riposo e le ferie maturate ai colleghi dello stesso datore di lavoro al fine di consentire a questi di poter assistere i figli minori che si trovano in condizioni si salute tale da necessarie di assistenza e cure costanti. L’Aidp propone che in questo contesto di emergenza nazionale vengo “sospeso” il vincolo normativo e che si estenda la possibilità di poter donare le ferie anche ai lavoratori che andrebbero in cassa integrazione a causa del Coronavirus. 

C'è anche la Banca ore

Oltre la banca del tempo un altro strumento di solidarietà che si potrebbe utilizzare è quello della Banca ore. Si tratta di uno strumento previsto per legge e dalla contrattazione nazionale di categoria che permette di gestire le ore di lavoro di un dipendente, eccedenti le normali 40 ore settimanali per un contratto a tempo pieno. In sostanza le ore lavorate in più vengono accantonate dal dipendente in un contro individuale e possono essere usufruite successivamente nei momenti di necessità. Si sceglie, in sostanza, di non farsi retribuire le ore di lavoro straordinario e di accantonarle nelle Banca ore per poterle poi utilizzare successivamente per esigenze di riposo o altro, senza intaccare così le ore di permesso o la trattenuta dell’importo in busta paga.