Animali da ufficio? Il 75% degli italiani è favorevole

Foto di Jonny Lindner da Pixabay

Da anni si parla di pet therapy e del valore che avere accanto un animale domestico abbia nelle vite delle persone. Ma se ormai è un concetto sdoganato in strutture come ospedali o centri educativi, da poco si sta iniziando a diffondere questa cultura anche nel mondo del lavoro dove sempre più dipendenti vorrebbero avere la possibilità di portare il proprio amico peloso in ufficio. A rivelarlo è un’indagine condotta dalla piattaforma di recruiting online InfoJobs, secondo cui il 75% dei lavoratori con un animale domestico si dichiara favorevole a portarlo in azienda. Di questi ben il 37% vorrebbe poterlo fare ogni giorno mentre il 16% si accontenta di qualche giorno/ora a settimana. Il 13% indica invece che lo farebbe soltanto se ci fosse un pet sitter o comunque un ambiente dedicato perché, seppur dispiaciuto nel lasciarlo a casa da solo, dichiara di non potersene prendere adeguatamente cura durante le ore di lavoro (43%), di non voler arrecare disturbo a clienti o colleghi allergici (34%) o comunque di non volerne imporre la presenza a chi non lo desidera (23%).
Ma se i dipendenti sono favorevoli a una sorta di pet therapy da ufficio, il vero problema sono le aziende visto che ben il 91% non ammette l’ingresso di animali e soltanto il 7% ha una policy strutturata per poterli accogliere con regolarità. Una piccola parte infine (2%), prevede questa possibilità ma solo come eccezione una o due volte all’anno.

Pro e contro degli animali in ufficio

Tra le ragioni per le quali gli italiani vorrebbero avere il proprio animale in ufficio, al primo posto troviamo la convinzione che porti allegria (43%), al secondo che contribuisca a migliorare la giornata lavorativa (31%), e infine che faciliti la socializzazione con i colleghi.  Non solo, per il 38% è addirittura da considerarsi un benefit che l’azienda dovrebbe mettere a disposizione dei dipendenti, anche perché consentirebbe a chi vuole un quattro zampe di realizzare finalmente il suo sogno, avendo le condizioni per potersene prendere cura (10%). 
Per contro, anche tra chi ha un cane o un gatto, c’è chi non lo porterebbe con sé. C’è infatti chi ha timore che il cucciolo non si sentirebbe a suo agio al di fuori dell’ambiente domestico (49%), o chi non ritiene l’ufficio sia un luogo adatto a lui (32%) ma anche chi pensa che potrebbe essere fonte di distrazione (18%).