Robot: renderanno l’orario di lavoro flessibile? Così sperano in molti

Il dibattito è sempre più acceso: i robot finiranno con il sostituire buona parte dei lavoratori, “rubando” loro il posto in azienda, o finiranno con rendere il loro lavoro più sostenibile? Fujitsu lo ha chiesto ai diretti interessati, raccogliendo risposte per certi versi inaspettate. Gli intervistati hanno ammesso, infatti, che da qualche tempo a questa parte, nonostante le giornate di lavoro sempre più dilatate, la loro produttività è in calo e che l’intelligenza artificiale, tanto bistrattata e temuta, in realtà potrebbe tornare utile da questo punto di vista. E a dirlo non sono solo i nativi digitali, ma anche i colleghi più esperti e anziani. In particolare, l’80% del campione è convinto che la tecnologia potrebbe aiutare a bilanciare meglio vita privata e vita professionale. In che modo? Innanzitutto, permettendo di rendere gli orari di lavoro più flessibili, obiettivo che il 53% dei lavoratori considera molto importante, non solo dal punto di vista personale, ma anche per migliorare le performance.

Robot utili, ma non sufficienti

Non solo. Secondo i partecipanti, grazie ai robot, i datori di lavoro potrebbero capire quanto il work-life-balance sia essenziale: un vantaggio non di poco conto, considerando che il 35% del campione valuta appena adeguata o scarsa la capacità dei propri capi di supportare questo aspetto.
Ma per aumentare la produttività, robot e intelligenza artificiale non bastano. Dall’indagine emerge, infatti, che il 49% dei lavoratori crede che fra i fattori determinanti per favorire la loro efficienza ci sia un ambiente di lavoro sano e stimolante e il 40% l’accesso a tool di produttività appropriati.