Professionisti sempre più scontenti: guadagnano poco e sognano l’estero

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È un futuro pieno di nubi e incertezze quello che attende i lavoratori italiani. E a dirlo non sono solo gli studi e le previsioni degli esperti, ma anche i professionisti stessi. Lo rivela una ricerca condotta da Linkedin (piattaforma online che mette in collegamento i professionisti) in collaborazione con la società Mortar su un campione di circa 10mila persone nell’area Emea (solo mille in Italia), secondo cui se il 54% dei nostri connazionali è convinto che il proprio lavoro esisterà ancora tra 20 anni, ben il 29% crede che il proprio profilo professionale sia destinato a mutare, almeno in parte. I più ottimisti sono gli adulti: nella fascia d’età 39 – 53, infatti, il 52% del campione pensa che le mansioni di cui si occupa attualmente non subiranno variazioni. Nei giovani della generazione Z, ossia di età compresa fra i 18 e i 23 anni, invece, la sensazione di instabilità è massima: il 65% afferma che tutto cambierà. Del resto, già oggi una buona parte di loro è impegnata in occupazioni inesistenti fino a qualche anno fa.

I professionisti si pongono il problema della formazione

Il problema è che pochi sono attrezzati per affrontare queste rivoluzioni. La laurea, e di questo è convinto l’89% dei professionisti, infatti, ormai non basta più per assicurarsi una buona carriera: si tratta solo del primo step, a cui va associato un aggiornamento professionale continuo, che però solo poche imprese offrono. E fra l’altro, quando lo fanno, spesso ricorrono a tutor in video, che agli italiani proprio non piacciono.
Gli ambiti che secondo i professionisti offrono maggiori opportunità? Quello della tecnologia, seguito dal finance (18%), dalle professioni legali (14%) e dalla sanità (10%).

I salari dei professionisti non sono soddisfacenti

La situazione non è rosea nemmeno sul fronte salari. Il 37% dei nostri connazionali pensa che lo stipendio più adeguato per uno stile di vita accettabile oscilli tra 30 e i 49 mila euro l’anno. Peccato che ben il 36% dei professionisti italiani dichiari di guadagnare meno e che il 14% ammetta addirittura di avere bisogno di un aiuto economico da parte della famiglia.
La soluzione? Andare all’estero: per più di un professionista su due (circa il 55%) emigrare è il miglior modo per ottenere un salario più elevato. A pensare che le probabilità di riuscire nel lavoro siano più elevate al di fuori dei confini nazionali sono soprattutto le donne (56% rispetto al 53% di uomini), che del resto in Italia sono più svantaggiate lavorativamente parlando. Basti pensare che il 44% di loro percepisce uno stipendio minore dei propri genitori e il 22% afferma che pensa non riuscirà mai a guadagnare una cifra simile a quella intascata da mamma e papà.