Post vacation syndrome: i consigli per non trasformare il rientro in un incubo

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Tornare in ufficio dopo una lunga e rilassante vacanza rappresenta per milioni di persone la principale causa di stress e ansia. Un quadro clinico fortemente negativo che prende il nome di “post vacation syndrome” e che secondo un’indagine britannica pubblicata su Mirror colpisce il 57% dei lavoratori: i sintomi più avvertiti al rientro dalle vacanze estive sono depressone, rabbia e spossatezza. E ancora, secondo una ricerca pubblicata dal New York Times, il 45% dei lavoratori ha ammesso di non godersi appieno gli ultimi giorni di vacanza proprio per via dell’ansia di dover tornare alla routine lavorativa. Ma quali sono i consigli degli esperti per non tramutare in un incubo il primo giorno di lavoro dopo un meritato relax? La prevenzione inizia a tavola con un regime alimentare equilibrato che ponga rimedio agi eccessi delle vacanze estive, accompagnato da quotidiana attività fisica. Di fondamentale importanza è anche avere un atteggiamento propositivo nei confronti del lavoro e dei colleghi, e concedersi delle pause rigenerative riflettendo su se stessi. Consigli che possono tornare utili anche ai 6 milioni di italiani che, secondo i dati Istat, soffrono di stress da rientro.

Gli effetti del burnout

Ma quali sono gli effetti deleteri del burnout provocati dallo stress lavorativo? Secondo una ricerca americana pubblicata su NBCNews, il 55% dei lavoratori intervistati ha ammesso di aver sofferto di ansia e depressione a causa del carico di lavoro eccessivo, soprattutto quello accumulato prima delle vacanze. Condizione negativa che si riversa anche sull’impatto economico dal momento che, secondo un’indagine della Harvard Business School, vengono spesi oltre 190 miliardi all’anno in spese mediche per curare il burnout. E ancora, secondo una ricerca di Psychology Today, tra gli effetti negativi di questa condizione figurano elevata irritabilità (45%), sensazione di apatia e solitudine (32%) e mancanza di produttività (23%).

Il decalogo per combattere la “post vacation syndrome”

Ma come evitare che il ritorno a lavoro si trasformi in un incubo? Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, ha stilato un pratico vademecum:

  1. Affrontare in maniera graduale il ritorno alla routine lavorativa non cimentandosi da subito in ritmi troppo esaustivi è fondamentale per diminuire i livelli di stress.
  2. Ritagliarsi dei break rigenerativi, anche semplici pausa di un quarto d’ora al giorno, consente di migliorare la concentrazione e rimanere in pace con se stessi.
  3. Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato. Durante le vacanze si tende spesso a eccedere con il consumo di cibi non propriamente indicati e che andrebbero evitati al rientro in ufficio.
  4. Assumere un atteggiamento propositivo focalizzando l’attenzione sulle proprie capacità è fondamentale per non rimuginare sulle vecchie abitudini e migliorare le performance lavorative.
  5. Passare in rassegna i momenti felici della vacanze trascorse aiuta a combattere il senso di malinconia e tristezza.
  6. Focalizzare linee guida e valori, soprattutto quelle dei collaboratori con cui si tende ad avere incomprensioni, permette di affrontare la routine in maniera più costruttiva.
  7. Effettuare del digital detox serale, lontani da PC e smartphone, aiuta a migliorare la qualità del sonno e affrontare con più serenità il lavoro.
  8. Distrarsi con qualcosa di piacevole negli ultimi giorni di vacanza allevia l’ansia dovuta al ciclo del ritorno.
  9. Conoscere i propri limiti è fondamentale per non incappare nel vortice del burnout, rovinando serenità quotidiana e performance lavorative.
  10. Fissare un weekend di relax trascorrendo del tempo con amici, parenti o da soli permette di ricaricarsi e iniziare al meglio la settimana.