skill mismatch formazione

Operai in formazione © Onu

Presto ci saranno 750 mila posti che nessuno occuperà. Tuta colpa dello “skill mismatch ”, cioè dell'incompatibilità tra capacità dei lavoratori e richieste delle nuove professioni. In particolare, parliamo di digital skills che nel 2020 creeranno 750 mila posti di lavoro destinati a rimanere vacanti per la mancanza di candidati adeguati. Durante l’EY Digital Summit di Capri, l'a.d. di EY Italia, Donato Iacovone ha ricordato che nel nostro Paese sono solo 14 su mille i laureati in materie scientifiche (19 su mille nell'Ue). 

Occupazione: presto ci saranno 750 mila posti che nessuno occuperà

Ma quali sono le principali “skills” richieste per i lavori del futuro? Il 70% di un campione di aziende clienti di EY ha individuato 3 ambiti chiave per lo sviluppo: innanzitutto c'è la capacità di adattarsi continuamente (transformation mindset), poi quella di sviluppare capacità decisionale su modalità predittive (informed decision-making) e infine di adottare modalità collaborative attraverso diverse piattaforme (collaboration in digitized world).

«Il 20/40% delle aziende non è in grado in questo momento di prevedere di quali profili avrà bisogno. Sono sempre di più infatti le professioni in via di sviluppo e quelle che ancora non esistono, ma serviranno», spiega Donato Ferri, partner EY puntando il dito all'orizzone della formazione. Già oggi nel Regno Unito, per esempio, «il 60% delle aziende soffre di scarsa produttività a causa di investimenti insufficienti nella formazione manageriale». 

Data scientist, addetti al digital marketing, customer experience manager, big data analitics sono e saranno invece, secondo Jeffrey Edberg, a.d. di Wind 3, tra i professionisti maggiormente richiesti nel prossimo futuro. La domanda di digital jobs  è in crescita in Italia del 26% ogni anno, il 12% di giovani lavora nella digital economy rispetto a una media del 16% nel resto d’Europa. Ma il 23% delle richieste resta inevasa proprio per la carenza di competenze.