Millenial, la classifica delle migliori aziende in cui lavorare in Italia

Sono cresciuti in un’epoca di incertezze e instabilità, ma i millennial italiani sembrano avere le idee molto chiare, perlomeno dal punto di vista lavorativo. La maggior parte di loro, infatti, è concorde nell’indicare Zeta service, che opera nei servizi professionali, come miglior azienda in cui lavorare nel nostro Paese. A dirlo la classifica Best workplaces for millennial 2018, realizzata da Great Place to Work sulla base delle interviste a 10.176 collaboratori di massimo 34 anni che lavorano in una delle 127 aziende considerate. Al secondo posto si piazza, invece, Nutricia Italia, che si occupa della produzione di prodotti alimentari. Medaglia di bronzo, infine, per American Express Italia, servizi finanziari e assicurativi. A salire sul podio, quindi, sono tre società che operano in tre ambiti differenti, ma che sono accumunate da una medesima caratteristica: offrono un ambiente di lavoro di qualità, bello, famigliare e divertente, che favorisce il benessere dei dipendenti.

 

I millennial sono flessibili, ma vogliono ambienti di qualità

A sorpresa, fra i migliori posti di lavoro in Italia non ci sono i big come Facebook, Apple o Google. Completano la classifica, infatti, Kiabi Italia, Mars Italia, Hilton. Inconsulting, ConTe.it – Admiral group plc, Servizi Cgn, Mercedes-Benz financial services Italia. Seguono The Adecco group, Abbvie, Eli Lilly Italia, Amgen, Sas.
Rispetto alle generazioni che li precedono, i millennial sono decisamente più flessibili e fluidi, anche e soprattutto dal punto di vista lavorativo. Nati e cresciuti in un’epoca in cui il posto fisso è diventato ormai una chimera, non sono spaventati dalla mobilità e dai cambiamenti. Sono pronti a buttarsi, a sacrificare, almeno all’inizio, il denaro in favore delle opportunità di crescita, a rischiare. Ciò non significa, però, che non abbiano ambizioni o desideri. “È una generazione che ha bisogno di essere ascoltata. Feedback continui e possibilità di sperimentazione di nuove modalità di lavoro andando oltre i limiti spazio/temporali dei nostri contratti, sembrano essere le carte vincenti per attrarli e trattenerli” ha spiegato Alessandro Zollo, ceo di Great Place to Work Italia.