Il lavoro del futuro? Nella green economy: 481mila posti entro il 2023

Siete alla ricerca di un lavoro, desiderate crearvi un piano B o semplicemente avete voglia di cambiare? Allora buttatevi sulla green economy. Nei prossimi anni, infatti, le opportunità maggiori arriveranno proprio dal settore dell’energia verde e sostenibile. Del resto, le aziende sono sempre più sensibili alla questione ambientale, tanto che nel 2017 il settore delle “eco-industrie” ha già raggiunto 388mila unità di lavoro. E in futuro il bisogno di figure specializzate nel campo dell’energy, delle certificazioni ambientali, della gestione dei rifiuti e così via crescerà ancora. La conferma arriva dal Focus Smart &Green, l’economia che genera futuro di Censis e Confcooperative, secondo cui entro il 2023 le imprese italiane avranno bisogno di 481mila nuovi professionisti del verde. Molti di più di quelli che serviranno in altri due campi in crescita, ossia quello del digital e quello della salute/benessere: il primo, infatti, genererà “solo” 214mila posti di lavoro, mentre il secondo 324mila. Complessivamente, l’occupazione in ambito green coprirà il 18,9% del totale del fabbisogno generato nei prossimi cinque anni. Fra l’altro, c’è un altro vantaggio non da poco da considerare: nel comparto green i contratti sono più stabili. Infatti, per i lavori verdi il 46% delle assunzioni è a tempo indeterminato, mentre per le altre figure questa percentuale scende al 24%.

I lavori più ricercati nel comparto green

Ma quali imprese appartengono al settore delle “eco-industrie”? Quelle attive nella gestione delle risorse naturali (che impiegano il 52,2% dei lavoratori del comparto) e quelle specializzate nella protezione ambientale (con il 47,8% degli occupati). In pratica, quelle che forniscono beni e servizi in aree come i rifiuti e i trasporti ecologici e quelle che si occupano di energie rinnovabili, riciclo, consulenza ambientale. Secondo il rapporto GreenItaly 2018 di Symbola e Unioncamere (realizzato col patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in collaborazione con CONAI e Novamont), le dieci professioni green più richieste nei prossimi anni saranno: installatore di reti elettriche a migliore efficienza; programmatore agricolo della filiera corta; meccatronico green; manovale esperto di calcestruzzi green; installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale; risk manager ambientale; educatore ambientale per l’infanzia; esperto in gestione dell’energia; promotore edile di materiali sostenibili; meccanico industriale green. E fra le soft skills più apprezzate ci sarà l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.