Ecco le lauree che permettono di trovare lavoro

Volete essere certi di trovare lavoro? Allora studiate per diventare ingegneri, per lavorare nel campo della sanità o per trasformarvi in professionisti dei numeri. Secondo il rapporto 2019 di AlmaLaurea, infatti, i laureati meglio occupati a cinque anni dal conseguimento del titolo sono proprio quelli che hanno scelto la facoltà di ingegneria, di economia-statistica oppure che si sono specializzati in professioni sanitarie: in tutti i casi l’occupazione supera l’89%, contro una media dell’85,6%. Fanno più fatica a trovare un impiego, invece, le persone con un titolo dei gruppi giuridico, letterario, geo-biologico e psicologico: in questi casi, la percentuale di occupazione a cinque anni è sotto l’80%. A guidare la classifica dei laureati magistrali a ciclo unico, troviamo i medici con il 92,4%: quasi il 16% in più dei giuristi. In ogni caso, la laurea serve: i laureati lavorano più dei diplomati (78,7% contro 65,7) e guadagnano il 38,5% in più. Meglio ancora sarebbe sfruttare gli anni universitari anche per fare delle esperienze lavorative, acquisire conoscenze informatiche e/o partecipare all’Erasmus o a un altro programma di scambio: nel primo caso le chance occupazionali future aumentano del 39%, nel secondo del 25,1% e nel terzo del 12%.

Quello fra italiani e laurea, però, rimane un rapporto ancora molto complesso. Siamo, infatti, penultimi in Europa come numero di laureati nella fascia d’età 30-34 anni, davanti solo alla Romania. Anche nel 2018/2019, le immatricolazioni, seppur in crescita, stando ai numeri preliminari, sono restate sotto la soglia delle 300mila unità, non più superata dall’inizio della crisi. Eppure le proposte non mancano: il prossimo anno avremo 4.854 lauree, il +2% rispetto al 2018/19 in base ai dati raccolti dal Sole 24 Ore, di cui 2.293 di primo livello, 2.221 di secondo livello e 340 a ciclo unico.