Ingiustizie sul posto di lavoro: le 15 condotte più frequenti (secondo chi le vittime)

© iStock/gilaxia

Andare d’accordo col capo, si sa, non è sempre facile e in genere non resta altro da fare che darsi alla diplomazia. Purtroppo, però, a volte la situazione va ben oltre la normalità: succede quando il boss in questione è un vero e proprio “bullo” da ufficio. In quel caso soffrire in silenzio, dice la scienza, non porta nessun beneficio. Secondo una ricerca condotta dal professore Bennett Tepper della Ohio State University, infatti, chi risponde in modo passivo-aggressivo a un superiore che oltrepassa i limiti ignorandolo, fingendo di non conoscere le cause della sua rabbia o semplicemente mostrando scarsa convinzione, più di rado finisce per sentirsi una vittima. 

In breve, quando i dipendenti reagiscono e non si lasciano intimidire da pessimi capi soffrono meno di stress psicologico e insoddisfazione lavorativa. Ma come distinguere un capo un po’ irascibile da un vero e proprio bullo? Il direttore del Workplace Bullying Institute, dottor Gary Namie, ha stilato un pratico elenco delle pessime abitudini che contraddistinguono gli appartenenti alla seconda categoria. 

Le 15 tattiche di sopraffazione più usate sul posto di lavoro (secondo chi le subisce) 

  1. Accusare falsamente qualcuno di errori mai commessi;
  2. Fissare, lanciare occhiatacce, intimidire in modo non verbale e mostrare apertamente ostilità;
  3. Sminuire pensieri e sentimenti di una persona durante le riunioni;
  4. Usare il trattamento del silenzio o dell’isolamento e separarsi dagli altri;
  5. Fare sfoggio di imprevedibili e incontrollabili cambi d’umore di fronte al team;
  6. Dettare, strada facendo, nuove regole che neppure lui o lei segue;
  7. Ignorare un lavoro completato in modo soddisfacente o esemplare a dispetto dell’evidenza;
  8. Criticare aspramente e costantemente;
  9. Diffondere, o evitare di zittire, voci dannose e pettegolezzi;
  10. Incoraggiare i dipendenti a prendersela con le persone che tormentano;
  11. Isolare una persona dai colleghi, socialmente o fisicamente;
  12. Tenere pubblicamente un comportamento indecoroso, ma non illegale;
  13.  Umiliare una persona riprendendola e urlandole contro di fronte ad altri;
  14.  Prendersi il merito per il lavoro fatto da altri;
  15.  Mentire sulle performance di un dipendente nel corso del processo di valutazione