La missione sociale dei manager

Manager, non dimenticatevi del vostro ruolo sociale. I dirigenti infatti hanno un compito decisivo nella creazione di valore, che non è solo economica ma anche sociale e culturale. A dirlo sono i relatori dell'incontro Le strategie delle imprese sostenibili e l’incremento del loro valore finanziario  promosso da Prioritalia, Manageritalia, Fondo Mario Negri e Aiaf.

Il ruolo sociale dei manager

Partendo da un'indagine Aiaf-Università Bicocca-Plef su alcuni dei principali operatori finanziari mondiali, si è scoperto che la sostenibilità a 360 gradi sia oggi uno dei principali parametri nell’indirizzare le scelte dei maggiori investitori mondiali. Non più una moda, ma una necessità tesa prima di tutto a prevenire rischi dovuti a potenziali danni ambientali, sociali... Poi un investimento che a medio termine comincia a evidenziare risultati interessanti, premiati sempre più dai cittadini che entrano in gioco nelle molteplici vesti di consumatori, investitori e lavoratori.

«Che la responsabilità sociale sia utile per fare un business più duraturo e più sostenibile», ha ribadito Roberto Orsi, direttore Osservatorio Socialis, «è ormai un dato assodato: crescono gli investimenti delle imprese, salgono le aspettative dei consumatori, si impegnano le istituzioni, aumenta l’offerta formativa in Csr delle università. Ma perché i comportamenti responsabili mettano radici nelle organizzazioni è necessario diffondere questa cultura a tutti i livelli, a partire dal management, che deve conoscerne i vantaggi e di conseguenza farne una leva di sviluppo».

La sostenibilità come base del business

«Se i manager», ha detto Marcella Mallen, presidente Prioritalia, «devono far funzionare e competere le aziende, oggi questo devono farlo considerando sempre più il valore, anche per il mercato, della sostenibilità. Un impegno che, oltre che professionale e aziendale, diventa sociale quando, anche attraverso Prioritalia, il loro contributo esce dai confini professionali per farsi movimento nella business community e nella società».

«Per ragionare più di benessere che di pil numerico, dobbiamo», replica Enrico Giovannini, portavoce ASviS, «anche cominciare a produrre benessere. Questo implica mettere tra gli obiettivi d’impresa la sostenibilità del prodotto finale e delle azioni necessarie per produrlo. Un compito che deve entrare nelle categorie mentali e comportamentali di tutti, imprenditori e manager in testa».