Employer Branding fondamentale nell’assumere nuovi talenti

Il 67% dei candidati si affida alla ricerca libera sul web per informarsi su un'azienda (Photo by John Schnobrich on Unsplash)

La vostra offerta di lavoro non riceve candidature nonostante allettanti condizioni contrattuali? Forse il problema è l’immagine che l’azienda dà di sé ai potenziali candidati. Si dice spesso che siano le aziende a scegliere i candidati migliori durante i processi di selezione. Tuttavia, in un’era in cui l’informazione corre veloce e Internet gioca un ruolo fondamentale nello scambio di opinioni ed esperienze personali, anche le imprese devono investire sulla propria reputazione online per poter attrarre i talenti migliori. L’86% dei candidati, infatti, cerca informazioni sulla reputazione dell’azienda prima di rispondere a un’offerta di lavoro. Il dato emerge da una recente indagine della piattaforma di recruiting InfoJobs, che sottolinea come sia fondamentale implementare una strategia di employer branding e non limitarsi a un buon sito aziendale o una gestione attenta dei propri canali social. Il 67% dei candidati, infatti, si affida alla ricerca libera sul web per informarsi, mentre solo il 19% guarda i canali aziendali come il sito corporate o i canali social.

Ambiente di lavoro e andamento economico: cosa cercano i candidati

I candidati cercano informazioni che vadano oltre la storia dell’azienda e i servizi che offre, per scovare nel web informazioni ritenute più rilevanti per la propria scelta. Tra gli elementi che giocano un ruolo chiave nella valutazione di un’azienda vi è prima di tutto il clima lavorativo, quindi sapere come lavorano i dipendenti, cosa fanno nel quotidiano, quali sono i ritmi e com’è l’ambiente di lavoro (50%), cui seguono l’andamento economico dell’azienda (44%), la sua filosofia, la mission e i valori alla base (42%), l’offerta formativa e i possibili percorsi di carriera, pari merito al 41%. In questa fase risulta invece meno importante sapere se c’è un orario di lavoro flessibile o la possibilità di fare smart working (18%), se l’azienda offre pacchetti di welfare (5%) o se porta avanti attività di responsabilità sociale come il volontariato (2%).

I dipendenti sono i primi ambassador del brand

Infine, una buona strategia di employer branding non può prescindere dall’engagement e dalla valorizzazione delle risorse interne, primi ambassador del brand. Per il 58% dei candidati infatti sono i dipendenti la fonte più attendibile per venire a conoscenza di come si lavora davvero all’interno di un’azienda. Solamente il 14% si affida alla voce delle Risorse umane o dei Top Manager, mentre il 26% ascolta quando possibile la voce imparziale di un esperto di selezione e recruiting.