Un buon Cfo è destinato a diventare un amministratore delegato. Una tesi diffusa tra numerosi Chief Financial Officer d’azienda, ma smentita dai fatti. Il passaggio da responsabile finanziario ad Ceo, infatti, non è così immediato. Un’analisi condotta da Korn Ferry Institute, società specializzata nell’executive search, evidenzia, infatti, come solo il 13% dei Ceo in carica nelle 2000 aziende della classifica mondiale di Forbes del 2015 ha ricoperto precedentemente il ruolo di Cfo. Inoltre, gli amministratori delegati della classifica Forbes Global 2000 che provengono da posizioni C-level dell’area finanziaria (controller, chief tax officer, vice president of finance o vice president of investor relations) rappresentano solo il 18%.

NON BASTANO COMPETENZE TECNICHE. Avere una mentalità strategica, un forte acume finanziario e lavorare in stretta collaborazione con il board, caratteristiche di un bravo Chief Financial Officer, non sono sufficienti. Il gap di competenze tra i due ruoli, sottolinea Korn Ferry, può essere superato attraverso un cambiamento di visione della leadership. La self-awareness è il punto cruciale da cui devono partire i Cfo che aspirano a un ruolo di maggiore responsabilità. “I Cfo – sottolinea Maurizia Villa, Managing Director di Korn Ferry Italia – devono sviluppare attraverso il pensiero laterale capacità di social leadership per coinvolgere, ispirare e motivare il team, oltre ad avere una visione strategica ampliata ad altri mercati. È importante inoltre che abbiano maturato un percorso come business partner nell’affiancamento del Ceo per avere una interpretazione dei numeri più dinamica e in sintonia con la configurazione delle attività dell’azienda”.