Insieme al livello di occupati salgono anche part time e precariato

È un momento dolce-amaro quello che sta attraversando attualmente l’Italia dal punto di vista dell’occupazione. Da un lato, infatti, le notizie sono ottime: il numero degli occupati sta salendo in modo significativo, tanto che si sta riavvicinando ai livelli pre-crisi (è a quota -1,2%). Ma non è tutto rose e fiori. È quanto messo in evidenza dallo studio della Fondazione di Vittorio della Cgil, che ha fatto una radiografia qualitativa dello stato attuale dell’occupazione nel nostro paese. Il primo dato negativo riguarda il cosiddetto “posto fisso”. Le imprese, terminata la spinta degli incentivi, non sono più propense a proporre il contratto a tempo indeterminato. E, infatti, la variazione netta totale dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, cioè attivazioni meno cessazioni, è passata da +887 mila del 2015 a -117 mila del 2017. Di contro, la variazione netta dei rapporti a termine, che nel 2015 era negativa (-216 mila), nel 2017 è arrivata a +537 mila. Male anche sul fronte delle ore lavorate, in drastico calo: rispetto al 2008, sono diminuite del 5,8%. Colpa del part-time, in netto aumento, ma non per scelta dei dipendenti: se nel 2015 le assunzioni con contratti a orario ridotto sono state 1 milione 248 mila, nel 2017 sono salite a 1 milione 937 mila, facendo segnare un +55,2%.

Nonostante l’occupazione, cresce l’area del disagio

Il risultato di tutto ciò? Continua a crescere l’area del disagio, ossia la fascia di cittadini formata dagli occupati di età compresa tra i 15 e i 64 anni che svolgono un’attività di carattere temporaneo perché non hanno trovato un’occupazione stabile (i temporanei involontari) oppure che sono impegnati a tempo parziale perché non hanno trovato un’occupazione a tempo pieno (i part-time involontari). Nei primi nove mesi del 2017 ha raggiunto quota 4 milioni e 571 mila persone, di cui 2 milioni 784 mila temporanei involontari e 1 milione 787 mila part time involontari. Rispetto ai primi nove mesi del 2013 l’aumento dell’area è stimato nell’ordine di +465 mila persone, pari a +10,2%.