Crescono i contratti stabili, ma il livello di occupazione resta basso

Il nutrito popolo dei precari italiani sta diminuendo? Pare di sì: secondi gli ultimi dati Inps, infatti, nel primo trimestre del 2019 sono stati registrati +241mila nuovi contratti a tempo indeterminato, contro i +106.558 contratti stabili dello stesso periodo dell’anno precedente. Anche nelle stabilizzazioni, ossia nei passaggi da tempo determinato a tempo indeterminato, si è assistito a un aumento, addirittura del 75,5%: si è passati, infatti, da 125mila a 219mila. Ma è presto per esultare. Esperti e parti sociali ricordano che accanto a questa buona notizia, ce ne sono altre negative. A partire dalla crescita della cassa integrazione straordinaria: nel periodo gennaio-aprile le ore richieste dalle imprese sono impennate del +26,31%. Anche il ricorso alla cassa integrazione guadagni (Cig) è salito dell’11,89%. Stando al centro studi Lavoro e welfare, le ore di Cig autorizzate dall’Inps corrispondono a circa 132mila lavoratori, di cui 82mila in Cigs. E non è finita qui. Sempre nei primi tre mesi dell’anno, sono state presentate ben 418.488 domande di disoccupazione. E, ancora, la variazione netta complessiva tra assunzioni e cessazioni è stata sì positiva nel primo trimestre dell’anno, ma comunque in calo rispetto allo stesso periodo del 2018: +343mila rapporti di lavoro contro i +406.000 dello scorso anno, per una diminuzione di 63mila rapporti.

Insomma, la crescita delle assunzioni e dei contratti stabili non pare al momento sufficiente per compensare il calo delle assunzioni a termine e della somministrazione. Il risultato? Nelle attivazioni e trasformazioni del primo trimestre tra il 2018 e 2019 si contano 75mila rapporti di lavoro in meno. E, infatti, l’occupazione rimane a livelli inferiori del 2018.