© iStockPhoto.com/Roger Whiteway

Ci sono persone che conducono una doppia esistenza. Una vissuta dietro una scrivania, smartphone all’orec­chio e occhi sempre puntati sul monitor di un tablet, l’altra in equilibrio precario sulle cascate di adrenali­na che scorrono da un palco, di fronte a un pubblico che vibra di emozioni. Strano ma vero. Abbiamo chie­sto a tre manager, tre profili professionali diversi tra loro (anche se due arrivano dall’advertising), di parlar­ci della loro “seconda vita”, di quella che cominciano a vivere quando allentano il nodo della cravatta, lascia­no la giacca sullo schienale della sedia e aprono la cu­stodia. No, non quella del laptop. Quella del loro stru­mento. E attenzione, non parliamo di dilettanti allo sbaraglio, ma di veri e propri professionisti dell’armo­nia e delle esibizioni live, gente che sale e scende da un palco con la stessa disinvoltura di quando en­tra in sala riunioni. Lo sapevate per esempio che Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso nonché numero uno della Lombardia Film Commission, è un chitarrista di tutto rispetto ol­tre che un accanito collezionista di strumenti musicali (ne possiede una settantina, con alcuni pezzi pregiatis­simi)? E avreste mai detto che Andrea Tito, senior pro­duct manager per l’area Tv di Panasonic Italia, quando imbraccia il suo basso elettrico, si trasforma in un me­tallaro che sprizza energia e cattiveria da tutti i pori? Ultimo, ma non per importanza, Dino Betti van der Noot, oltre a essere uno dei direttori creativi che han­no fatto la storia dell’advertising italiano, a capo della sua Bcommunications, è pure un compositore pluripre­miato, autore di una decina di album jazz. Oggi provia­mo a raccontarvi le loro storie, tutte raccolte di prima mano. All’interno dei link qui sotto tro­verete anche i collegamenti multimediali ai video e ai brani degli artisti che abbiamo intervistato.