Offrire un lavoro via LinkedIn o addirittura Facebook può essere la carta vincente per portare un talento in azienda. Gli annunci sui social media, infatti, risultano essere la soluzione più spesso adottata dai candidati. Sebbene solo il 17% di chi cerca lavoro in tutto il mondo abbia usato una app per smartphone per cercare un’occupazione o per inviare una domanda di assunzione e solo l’11% abbia partecipato a una fiera del lavoro virtuale, si sia scambiato sms con un’azienda o abbia chattato sul sito di un datore di lavoro, il 31% dei candidati ha cliccato su un annuncio di lavoro su un social media. L’alto tasso di utilizzo degli annunci sui social media suggerisce che anche i candidati più passivi possono essere indotti a cliccare su annunci di lavoro mirati anche quando non stanno cercando attivamente una nuova occupazione.

Questo è solo uno degli aspetti che emerge dal Siri, trovami un lavoro , indagine condotta a livello internazionale da ManpowerGroup sulle preferenze dei candidati in cerca di un’occupazione. Dall’indagine emerge un nuovo gruppo di lavoratori: gli utilizzatori precoci di tecnologia HR, coloro che per cercare lavoro utilizzano almeno tre o più tecnologie, tra cui smartphone, social media, video-colloqui, app di ricerca vocale. Si tratta di candidati giovani appartenenti alle generazioni Z (29%) e Y (35%), vivono in città, studiano e sono equamente divisi tra maschi e femmine. A completare l’identikit, una forte propensione alla mobilità che caratterizza l’87% del campione. “Le nuove generazioni sono sempre più digitali anche nella fase di ricerca del lavoro e le aziende non possono ignorare questo trend”, commenta Riccardo Barberis, amministratore delegato di ManpowerGroup Italia. “Per affrontare la sfida della carenza di profili con le giuste competenze è necessario diversificare i canali di comunicazione in relazione ai candidati che si desidera attirare”. 

Per attirare gli utilizzatori precoci di tecnologia HR, che in Italia costituiscono il 12% della forza lavoro e l’11% a livello mondiale, bisogna investire sulle nuove tecnologie HR, in particolare gli annunci sui social sono cliccati dal 73% dei Millennial, ma l’uso dei social è un trend in crescita anche sul resto della media dei candidati (31%). L'uso della tecnologia varia in misura significativa da un Paese all'altro. Per adottare la tecnologia HR giusta, Manpower propone una strategia in 5 step

  1. Definire il problema relativo al talento
    Quali sono i candidati da attrarre? È necessario migliorare la selezione delle domande? Sono esempi dei problemi da definire in relazione all’obiettivo che si vuole ottenere, successivamente le tecnologie possono essere valutate per efficacia e convenienza economica.
  2. Conoscere il proprio pubblico
    Abbinare la tecnologia idonea al tipo di candidati, che possono differire per i ruoli e/o competenze da coprire in azienda. Per investire in giovani talenti è necessario investite in tecnologia ma per assumere persone con esperienza è necessario prendere in considerazione diversi canali online e offline.
  3. Diversificare i canali
    Non esiste un'unica soluzione tecnologica. Le diverse culture e i diversi limiti possono avere un ruolo nella scelta di WhatsApp o di Viber in un determinato mercato. Perciò bisogna testare e perfezionare il giusto mix di strumenti per ottenere i risultati migliori.
  4. Trasformare la quantità in qualità
    La facilità di presentazione di una domanda di lavoro attraverso la tecnologia porta a un incremento delle domande. L'intelligenza artificiale (AI), l'apprendimento automatico e l'analisi predittiva possono aiutare a identificare i candidati qualificati.
  5. Aggiungere l'interazione umana
    La tecnologia è certamente la via da percorrere, ma comunicare un messaggio personalizzato e su misura risulta ancora fondamentale. Il contatto personale può differenziare positivamente un datore di lavoro dall'altro nell'esperienza sempre più tecnologica del candidato.