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In Europa più di 22 milioni di case sono dotate di dispositivi intelligenti e per il 2022 le abitazioni smart raggiungeranno gli 84 milioni, per un giro d’affari complessivo di 13,3 miliardi di euro e una penetrazione del mercato del 35%. 

Sono i dati condivisi di recente dalla società di analisi specializzata in IoT Berg Insight, che ha tracciato un quadro dell’evoluzione del mercato europeo e globale dei dispositivi intelligenti per la casa.

E se gli Stati Uniti sono ancora il principale mercato per la tecnologia intelligente, l’Europa guadagna velocemente terreno mostrando un interesse crescente per questo comparto.

A confermarlo è una recente analisi dell'Osservatorio Internet Of Things della School of Management del Politecnico di Milano, che rivela una crescita esponenziale di dispositivi intelligenti per la gestione del riscaldamento domestico.

Termostato smart, bolletta light

Il numero di case dotate di termostati smart nell'UE passerà dai quattro milioni rilevati nel 2017 ai 22 milioni nel 2020. Una crescita legata da un lato alla riduzione costante dei costi della tecnologia, sempre più alla portata delle famiglie europee, e dall’altro a una crescente attenzione per il tema della sostenibilità ambientale.

Con degli effetti positivi anche sulla bolletta: secondo la stima del Politecnico di Milano, l’uso di dispositivi smart potrebbe portare a un risparmio energetico fino al 28% per una famiglia con bambini.

Come sottolinea Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, “l'adozione diffusa di soluzioni intelligenti per il riscaldamento, ad esempio nell'area urbana di Milano, ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica di oltre 54.000 tonnellate all'anno, con impatti positivi sull'ambiente e con un risparmio annuale di 70 milioni di euro per i cittadini".

I limiti da superare

Solo il 15% degli acquirenti di dispositivi smart per la casa ne usa appieno le funzioni più complesse, mentre il 70% di loro ha richiesto l’assistenza di un professionista per l’installazione delle tecnologie acquistate, nonostante queste fossero predisposte per l’installazione da parte dell’utente.

A complicare ulteriormente la vita delle famiglie smart è la mancanza di compatibilità tra molti dispositivi per la casa, che non sono ancora in grado di “parlare” tra loro.

"Il consumatore deve capire meglio il valore aggiunto delle funzioni intelligenti dei dispositivi” osserva Salvadori. “Tuttavia, le possibilità del mercato sono chiare: le testimonia il boom delle vendite di smart speaker in tutto il mondo che da 8 milioni nel 2016 sono passati a 56 milioni nel 2018, con Amazon Alexa e Google Home a guidare il settore".