È stata la novità vera, lasciata alla fine del Keynote non certo per caso. Apple Music merita un discorso a parte rispetto a tutte le piccole novità introdotte al WWDC 2015 perché è sicuramente la più grande, e soprattutto la più ambiziosa, di tutto il mucchio. C’è chi già parla di «Rivoluzione », e forse il termine è un tantino esagerato; certo è che se Apple entra nel business della musica in streaming, a Spotify non possono essere molto contenti.

GARANTISCE IOVINE.Apple Music è stato presentato da Jimmy Iovine, produttore discografico statunitense che cominciò lavorando al sound di Lennon e Springsteen per poi passare agli U2, Simple Minds, Dire Straits e decine di altri big. Ma non solo: è anche uno dei creatori di Beats, l'azienda comprata da Apple l'anno scorso per 3 miliardi di dollari, che prevedeva un servizio di musica in streaming sulla cui eredità è stato fondato Apple Music . Che, garantisce Iovine, è «tre cose insieme».

UNO, DUE E TRE. Un rivoluzionario servizio musicale, che darà la possibilità di scegliere e ascoltare fra le 30 milioni di canzoni presenti su iTunes; poi una radio globale, Beats 1, che funziona 24 ore al giorno per 7 giorni e trasmette da Los Angeles, New York e Londra, con playlist create dagli artisti. Infine, una nuova e potente interazione tra i fan e gli artisti, grazie al servizio Connect. Apple Music succede al poco fortunato iTunes radio (lo conoscevate?) con l’intento di raggiungere 100 milioni di utenti in breve tempo, surclassando Spotify che viaggia attorno ai 60. Ci riuscirà?

ANCHE SU WINDOWS E ANDROID. I primi tre mesi saranno gratis, poi si paga: Apple Music costerà 9,9 dollari al mese per un accesso singolo, 14,99 un pacchetto famiglia con 6 accessi. Importante precisazione: il servizio partirà il 30 giugno in 100 paesi tra cui l’Italia. E, forse questo non ve lo aspettavate, sarà disponibile anche su Windows e Android. Con queste premesse, i 100 milioni di utenti potrebbero non essere un traguardo irraggiungibile.