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I dati non lasciano spazio a interpretazioni. Secondo le stime dell’Università di Berkeley, nei Paesi evoluti spendiamo mediamente il 90% del nostro tempo in un ambiente chiuso. Tra le quattro mura di casa o in ufficio siamo praticamente dei reclusi senza aver perso la nostra libertà. L’elemento negativo però non riguarda la detenzione più o meno forzata, ma i danni che derivano dall’inquinamento. Troppo spesso, infatti, ci preoccupiamo di quello atmosferico, ma una ricerca dell’Enviromental Protection Agency (Epa), l’Ente statunitense di protezione ambientale, ha dimostrato che l’aria negli ambienti chiusi può essere fino a cinque volte più inquinata di quella esterna. Una minaccia subdola e trascurata. Polveri sottili, CO2 e altre sostanze fanno male soprattutto quando teniamo chiuse le finestre. Anzi, fanno malissimo, visto che i dati epidemiologici dimostrano che l’inquinamento indoor fa più vittime di quello esterno. Niente panico però.

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L’ARIA NEGLI AMBIENTI CHIUSI

PUÒ ESSERE

FINO A CINQUE VOLTE

PIÙ INQUINATA DELL’ESTERNO

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ARIA DI MONTAGNA INDOOR
Il problema può essere risolto con semplici regole e con l’ausilio di innovative soluzioni tecnologiche come il purificatore d’aria Clairy, sviluppato interamente da Laboratori Fabrici, start up di Pordenone. «Il nostro dispositivo sfrutta il potere fitodepurativo delle piante che viene amplificato da un sofisticato sistema di filtraggio dell’aria», dice a Business People Paolo Ganis, uno dei tre giovani fondatori dell’impresa del Nord-Est. In pratica Clairy è un vaso “smart”, che utilizza il naturale meccanismo purificatore di alcune specie vegetali come la sansevieria o lo spartifilium. Grazie a una ventola, l’aria viene spinta verso le radici del vaso lasciando alla pianta il compito di eliminare gli agenti nocivi. I test condotti in laboratori qualificati come il Linv (International Laboratory for Plant Neurobiology), hanno confermato l’efficacia del progetto italiano: il 93% degli inquinanti viene filtrato istantaneamente. «Il nostro obiettivo è quello di realizzare un prodotto non solo bello da vedere, ma anche il più green possibile», sottolinea ancora Ganis. Attualmente il vaso in ceramica è equipaggiato con tre sensori che misurano la temperatura, l’umidità e ovviamente la qualità dell’aria, ma il prodotto finale che verrà lanciato entro l’autunno, potrebbe avere anche rivelatori di polveri sottili, monossido e biossido di carbonio. Tutte le funzioni di monitoraggio e i principali comandi vengono gestiti via Wi Fi con una app.

I ragazzi di Pordenone non sono i soli paladini della qualità dell’aria, altri italiani hanno scelto di intraprendere la crociata a favore del benessere, tra questi Matteo Rapetti Mogol, co-fondatore e presidente di Nuvap. L’azienda pisana, che ha da poco ricevuto un investimento di un milione di euro da parte di Invitalia, ha messo a punto un dispositivo in grado di monitorare una vasta gamma di elementi inquinanti: N1 è in grado di rilevare fino a 24 diversi parametri ambientali, tra cui l’inquinamento elettromagnetico, il gas radon, la radioattività (radiazioni ionizzanti), il metano, l’inquinamento acustico e idrico (attraverso filtri esterni), la presenza di polveri sottili, gli incendi e diversi altri. Il dispositivo è solo un rilevatore, non interviene direttamente sulla qualità dell’aria, ma può essere noleggiato a 18 euro al mese rivolgendosi direttamente a MondialServiceGroup, con cui Nuvap ha siglato un accordo di distribuzione. Un intervento diretto di bonifica viene invece fornito da Elica, l’azienda di Fabriano famosa per le sue cappe da cucina. Recentemente ha introdotto Snap, un sistema attivo di monitoraggio e purificazione dell’aria controllabile tramite smartphone. In soli trenta minuti il dispositivo, dal design innovativo ed elegante, è in grado di ridurre la concentrazione di inquinanti, ma anche di eliminare odori e vapori. Questo “air quality balancer” azzera anche muffe, virus e batteri che spesso si annidano nelle case e negli uffici. Tra le soluzioni per favorire la qualità dell’aria ci sono perfino le vernici. Airlite, prodotto dall’azienda Advanced Materials, è capace di trasformare le pareti di casa in un purificatore d’aria che si attiva con la luce. Questa particolare pittura scompone gli agenti inquinanti eliminando cattivi odori, batteri e virus. La vernice prodotta a Bolzano contiene, infatti, biossido di carbonio che, reagendo con la luce, anche artificiale, trasforma le sostanze nocive in molecole di sale. Cento metri quadrati dipinti con Airlite permettono di compensare le emissioni medie prodotte da 12 autovetture in un anno.

CROMOTERAPIA FAI-DA-TECH
Preoccuparsi della purezza dell’aria è quindi cosa giusta e, come abbiamo detto, non mancano le soluzioni per ottenere ambienti perfettamente salubri. Ma tra le soluzioni smart da adottare per migliorare la qualità della nostra vita quando siamo seduti sul divano o alla scrivania, possiamo prendere in considerazione i principi della cromoterapia. Le luci colorate non sono solo un vezzo creativo degli architetti new age. La luce influisce direttamente sullo stato d’animo e sulle prestazioni delle persone. A dirlo sono numerose e qualificate indagini scientifiche che hanno verificato sul campo la corrispondenza tra colori e psiche. Le nuance, da sempre, che si tratti di abbigliamento o della tinta delle pareti delle stanze della propria casa, vengono abbinate a un significato, a una emozione o a uno stato d’animo. Quindi, è possibile predisporre ambienti che generino un’atmosfera confortevole, stimolante che trasmetta un senso di armonia e rilassatezza, attenuando lo stress e la conflittualità. Principi validi soprattutto negli ambienti di lavoro. Secondo i dettami di questa disciplina alternativa, il blu è considerato un ottimo sedativo naturale, rallenta il battito cardiaco e la respirazione; l’arancio favorisce anche l’allegria, la comunicazione e il piacere di stare insieme; il viola calma l’irritabilità; il giallo, stimolando l’attività dell’emisfero sinistro del cervello, agevola la concentrazione e l’apprendimento; il verde e il turchese aiutano, invece, il rilassamento psicofisico. Ma come si fa ad avere pareti praticamente di ogni colore? La soluzione ideale viene fornita oggi dalle luci led che possono facilmente cambiare colore, usando un telecomando o un’applicazione per smartphone. D’altra parte gli spazi moderni sono sempre più multifunzionali, quindi flessibili e adattabili a ogni tipo di situazione. La possibilità di illuminarli con sistemi versatili, che si adattino ai loro diversi utilizzi, rappresenta un grande valore aggiunto.

Per ottenere questi effetti-luce basta utilizzare sistemi come Philips Hue, che mette a disposizione degli utenti tutto quello che serve per rendere “magica” la luce. L’innovazione proposta dalla multinazionale olandese è quella di aver integrato nelle lampadine led un ricevitore Wi Fi che permette di controllare a distanza ogni singola sorgente luminosa. In questo modo è possibile generare atmosfere colorate con un click. Questo significa non solo che è possibile cambiare i colori delle lampade con le tonalità desiderate, ma anche mixarle tra di loro e impostare specifici programmi. In casa, per esempio, si può fare in modo che le luci si accendano progressivamente nella stanza da letto favorendo un risveglio dolce e naturale, ma si possono anche sincronizzare con la musica o con la visione di un film. Una valida alternativa è rappresentata dal kit Link di General Electric, che offre funzionalità molto simili compresa la possibilità di gestire le luci con i comandi vocali di Siri su iPhone. Su Amazon sono facilmente accessibili anche altre proposte i bulbi led Bluetooth di Misfit, Flux o il sistema Lightfy di Osram. Queste luci di nuova generazione garantiscono funzionalità impossibili con le lampade a incandescenza, ma trattandosi di illuminazione led sono in grado di abbattere i consumi di energia in modo rilevante. Facendo un confronto con le sorgenti tradizionali come le lampade a incandescenza, il risparmio ottenuto utilizzando un’illuminazione a led è di circa il 93%, del 90% rispetto alle lampade alogene e del 66% rispetto alle lampade fluorescenti. Non solo: i led durano molto di più, circa 50 mila ore, ovvero otto ore al giorno per 17 anni.

RISPARMIO INTELLIGENTE
Puntare al risparmio è sempre una scelta intelligente e la tecnologia consente di ottenere questo risultato in modo pratico e veloce. I termostati di ultima generazione sono la testimonianza evidente dei benefici della domotica che, dopo anni di promesse non mantenute, ora sembra finalmente pronta a migliorare la qualità della nostra vita. Non è un caso che Google abbia sborsato 3,2 miliardi di dollari nel 2014 per acquistare la società Nest, specializzata proprio in termostati intelligenti. Il mercato di questi prodotti è, infatti, in rampa di lancio e varrà oltre due miliardi di euro entro il 2022. Il motivo di tale successo? Semplice, con un dispositivo di questo tipo si risparmia in modo consistente sulla bolletta del gas. Netatmo, una delle aziende leader in questo settore, stima che si possa ridurre la spesa fino al 37%. I prodotti in circolazione sono semplici da installare e facili da utilizzare e, nella maggior parte dei casi, non richiedono l’intervento di un tecnico. Un termostato intelligente non si limita a svolgere la sua funzione primaria di accendere e spegnere la caldaia, ma monitorando i consumi in tempo reale, analizzando le temperature delle singole stanze, verificando l’impatto delle condizioni meteo, riesce a suggerire programmi ottimali. Tutte le funzioni principali del termostato e i consumi sono poi gestibili direttamente con lo smartphone, compresa la possibilità di avviare il riscaldamento o spegnerlo in remoto. In casa come in ufficio, installare un prodotto del genere sembra quindi una scelta obbligata, a maggior ragione che con la legge di stabilità 2016 è una spesa deducibile al 65%.